Quando torna l’ora solare e perché esiste ancora l’ora legale

Quando torna l'ora solare e perché esiste ancora l'ora legale© Shutterstock

Nella notte fra il 25 e il 26 ottobre torna l’ora solare e si dice addio – per circa sei mesi – a quella legale. Le lancette tornano indietro di un’ora con ben 24 ore di anticipo rispetto al 2024. Succederà alle 3 e provocherà un cambiamento non indifferente: ci saranno infatti più ore di buio nella giornata. Un dettaglio che in molte persone provoca stress e insonnia. Per tornare a mettere nuovamente le lancette dell’orologio un’ora avanti, invece, si dovrà aspettare la notte fra il 28 e 29 marzo 2026, che cade sempre durante un weekend.

Perché non si abbandona l’ora legale

Il passaggio da ora solare a ora legale serve a risparmiare denaro. Banalmente se c’è più luce naturale, infatti, si consuma meno energia elettrica. Secondo le stime di Terna di marzo 2025, nei mesi dell’ora legale, il risparmio è stato di “circa 100 milioni di euro, grazie a un minor consumo di energia elettrica pari a circa 330 milioni di kWh”.

Questo approccio ha delle ricadute positive anche sull’ambiente, visto che il risparmio economico equivale alla “riduzione di circa 160 mila tonnellate di emissioni di anidride carbonica in atmosfera”, ha fatto sapere sempre Terna, l’azienda che nel nostro Paese gestisce e trasporta l’energia elettrica attraverso la rete di alta e altissima tensione nazionale.

Nel 2019 il Parlamento europeo aveva votato per lo stop ai cambi semestrali, lasciando a ogni Paese la possibilità di decidere se aderire perennemente all’ora solare o a quella legale. L’arrivo del Covid ha però fermato questo processo che non è stato più ripreso: lasciando sostanzialmente tutto invariato.

Al momento, fra gli Stati membri non c’è un accordo comune. I Paesi del Nord preferirebbero mantenere sempre l’ora solare e quelli del Sud vorrebbero quella legale. In Italia il cambio dell’ora è entrato in vigore per la prima volta nel 1916 e, dopo alcune interruzioni, è stato reintrodotto stabilmente nel 1966.

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