Prezzi carburanti in rialzo: diesel servito in autostrada a 2,081 euro al litro

Sale il prezzo della benzina: in autostrada supera i 2,30 euro© Shutterstock

Negli ultimi giorni i prezzi dei carburanti in Italia hanno ripreso a salire, con il gasolio che ha raggiunto livelli record soprattutto nelle aree di servizio autostradali. Secondo i dati dell’Osservatorio prezzi del ministero delle Imprese e del Made in Italy, il diesel servito in autostrada ha toccato i 2,081 euro al litro, il valore più alto registrato da molti mesi, mentre i prezzi medi nei distributori stradali restano elevati rispetto alle settimane precedenti.

Nel dettaglio, a livello nazionale la benzina self-service viaggia su circa 1,670 euro/litro e il gasolio self-service su 1,720 euro/litro, con leggere variazioni tra compagnie e pompe bianche. Anche gpl e metano mostrano dinamiche differenti, con il GPL servito a circa 0,689 euro/litro e il metano attorno a 1,404 euro/kg.

Perché aumentano i prezzi dei carburanti

L’aumento dei prezzi dei carburanti non è un fenomeno isolato o di un solo marchio. Eni e Q8 hanno aggiornato al rialzo i listini consigliati, riflettendo il balzo delle quotazioni internazionali del gasolio e le dinamiche di mercato globali.

Una delle cause principali di questo trend è l’entrata in vigore, dal primo gennaio 2026, dell’allineamento delle accise tra diesel e benzina, con un aumento di circa 5 centesimi al litro sul gasolio. Questa misura fiscale, voluta per eliminare quella che veniva considerata una “tassazione ambientalmente dannosa” sul diesel, ha portato a un ulteriore innalzamento del prezzo finale alla pompa.

Il risultato è che, almeno in termini medi, il gasolio è diventato più costoso della benzina, situazione che fino a pochi mesi fa era rara. Il diesel, in molte aree urbane e di servizio, ha superato stabilmente il prezzo della verde, avvicinandosi ai massimi storici toccati nel 2022.

La situazione geopolitica in Europa

Queste dinamiche si inseriscono in un contesto europeo dove le politiche fiscali e le tensioni sui mercati energetici continuano a influenzare i prezzi al distributore. In diversi Paesi Ue, infatti, una quota significativa del costo del carburante è costituita da imposte e accise, che rendono i carburanti costosi per i consumatori finali.

In assenza di segnali di diminuzione delle quotazioni internazionali o di interventi di politica fiscale, gli automobilisti italiani potrebbero dover fare i conti con prezzi elevati anche nelle prossime settimane, con impatti economici rilevanti sia per i trasporti sia per le famiglie.

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