Nonostante la costruzione del ponte sullo Stretto di Messina sia stata fermata dalla Corte dei Conti, che ha negato il visto di legittimità, il vicepremier Matteo Salvini promette che l’opera verrà realizzata. E lo fa dopo la riunione d’emergenza convocata dalla presidente del Consiglio, Giorgia Meloni.
Intanto che si aspettano le motivazioni dei magistrati, che arriveranno entro 30 giorni, Matteo Salvini assicura: “Nel primo Consiglio dei ministri, a giorni, informerò i colleghi su come intendiamo andare avanti, mettere in sicurezza i fondi. Attendiamo con estrema tranquillità i rilievi, a cui risponderemo punto per punto, senza scontri tra poteri dello Stato. Mi sarebbe piaciuto partire con i cantieri a novembre, partiranno invece a febbraio. È un secolo che se ne parla, per me il tempo è denaro, ma voglio rispettare tutte le prescrizioni”.
I dettagli sullo stop e i prossimi passi
Invece, Giorgia Meloni ha commentato quanto accaduto come “ennesimo atto di invasione dei giudici. Ma non ci fermeranno, le riforme della giustizia e della Corte dei Conti saranno la risposta”. Fra un mese, l’Esecutivo – in base alle informazioni che riceverà – deciderà come muoversi per fare in modo che il ponte sullo Stretto di Messina venga realizzato.
Ponte sullo Stretto, Unimpresa: 30 anni per recuperare i costi dell’investimento
In un primo momento si è avuta l’impressione che il Consiglio dei ministri avrebbe approvato comunque il progetto, definendolo di “interesse pubblico di rilevanza superiore”. L’iter avrebbe previsto poi una segnalazione in Parlamento: “L’atto registrato con riserva acquista piena efficacia, ma può dare luogo ad una responsabilità politica del governo – si legge sul sito della Corte dei Conti – poiché la Corte trasmette periodicamente al Parlamento l’elenco degli atti registrati con riserva”.
Quali sono le riserve della Corte dei Conti
A destare preoccupazione sono le coperture economiche, l’affidabilità delle stime di traffico, la conformità del progetto definitivo alle normative ambientali, antisismiche e alle regole europee sul superamento del 50% del costo iniziale.
“Sul piano tecnico, i ministeri interessati e la Presidenza del Consiglio hanno fornito puntuale risposta a tutti i rilievi formulati per l’adunanza di oggi; per avere un’idea della capziosità, una delle censure ha riguardato l’avvenuta trasmissione di atti voluminosi con link, come se i giudici contabili ignorassero l’esistenza dei computer”, ha replicato Giorgia Meloni.
Nel frattempo, sempre rispetto al ponte sullo Stretto di Messina, i giudici della Corte dei Conti stanno esaminando un altro atto: il decreto approvativo del Ministero dei Trasporti del terzo atto aggiuntivo alla convenzione stipulata con il concessionario Società Stretto di Messina.
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