Il noto marchio italiano di fast fashion, Piazza Italia, con sede a Nola (in provincia di Napoli) e centinaia di negozi su tutto il territorio nazionale, è stato posto in amministrazione giudiziaria dal Tribunale per le Misure di Prevenzione di Firenze su richiesta della Procura della Repubblica di Prato.
La decisione, emessa nei primi giorni di febbraio 2026, segue un’inchiesta che ha fatto emergere problematiche gravi legate alla catena di produzione dei capi di abbigliamento distribuiti dal gruppo.
Le accuse mosse dagli inquirenti
Secondo gli inquirenti, Piazza Italia avrebbe “colposamente agevolato” pratiche di sfruttamento dei lavoratori attraverso l’affidamento della produzione di parte della filiera a due imprese terziste operanti nel Pratese. Queste aziende, gestite da imprenditori di nazionalità cinese ora indagati per intermediazione illecita e sfruttamento di manodopera, avrebbero impiegato lavoratori – anche senza permesso di soggiorno – in condizioni ritenute degradanti. Sarebbero stati riscontrati lunghi orari, retribuzioni minime, lavoro nero e alloggi fatiscenti, stando a quanto è stato ricostruito dai magistrati.
La Procura di Prato ha evidenziato che la mancanza di controlli da parte di Piazza Italia sulla reale situazione delle ditte terziste avrebbe consentito alla società di praticare prezzi particolarmente bassi nel mercato, con margini di guadagno stimati fino al 300% rispetto ai costi di produzione. Questo vantaggio competitivo, per gli investigatori, è legato proprio alle condizioni irregolari in cui versava la manodopera impiegata nei laboratori pratesi.
Le dichiarazioni di Piazza Italia
L’amministrazione giudiziaria è una misura preventiva che, pur non configurando una condanna, permette di affidare la gestione dell’azienda a un amministratore esterno per un periodo massimo di tre anni, con l’obiettivo di bonificarla da condotte illecite e garantire il rispetto delle norme sul lavoro.
La società ha pubblicato un comunicato ufficiale in cui esprime “piena fiducia nelle autorità competenti e assicura la massima collaborazione”, ribadendo il proprio impegno a contrastare ogni forma di sfruttamento lavorativo e a rafforzare i presìdi di controllo lungo tutta la filiera produttiva.
Il caso di Piazza Italia rappresenta un evento significativo nella lotta contro lo sfruttamento nella moda italiana, in un momento in cui anche altre grandi firme sono state oggetto di attenzione da parte della magistratura per questioni legate alla filiera e alle condizioni di lavoro.
© Riproduzione riservata
© Shutterstock




