Nel 2026 il mercato petrolifero globale si prepara a una svolta storica. Secondo l’ultimo rapporto dell’Aie, l’Agenzia Internazionale dell’Energia, la domanda di petrolio subirà il calo più marcato dai tempi della pandemia di Covid-19, segnando un cambio di scenario radicale rispetto alle previsioni di crescita formulate solo pochi mesi fa.
La contrazione è legata principalmente alla crisi geopolitica in Medio Oriente, che ha innescato uno shock senza precedenti sull’offerta energetica globale. Le tensioni e le interruzioni nelle forniture, in particolare nell’area dello Stretto di Hormuz, hanno ridotto drasticamente i flussi del greggio, facendo impennare i prezzi e comprimendo i consumi.
L’analisi dell’Aie
L’Aie stima che la domanda globale di petrolio diminuirà in media di circa 80.000 barili al giorno nel 2026, un netto ribaltamento rispetto alle precedenti attese di crescita. Il calo sarà particolarmente evidente nel secondo trimestre, quando la contrazione potrebbe raggiungere livelli paragonabili a quelli registrati durante la pandemia.
Il fenomeno della cosiddetta “distruzione della domanda” è già visibile in Medio Oriente e nell’area Asia-Pacifico, ma secondo l’Agenzia è destinato a estendersi progressivamente a livello globale. L’aumento dei prezzi del greggio e dei prodotti raffinati sta infatti riducendo i consumi in diversi settori, dal trasporto aereo all’industria petrolchimica.
Parallelamente, anche l’offerta registra un calo significativo. Le interruzioni produttive e i danni alle infrastrutture energetiche hanno portato a una riduzione della produzione globale e a un forte squilibrio nei mercati. Le raffinerie, soprattutto in Asia e Medio Oriente, stanno operando a capacità ridotta per la scarsità di materie prime.
Gli effetti sulle economie di tutto il mondo
Le conseguenze economiche sono rilevanti e colpiscono soprattutto i Paesi importatori di energia, più esposti all’aumento dei prezzi del petrolio. Secondo le organizzazioni internazionali, la crisi energetica rischia di rallentare la crescita globale e aumentare le disuguaglianze tra economie avanzate e Paesi in via di sviluppo.
In questo contesto, la riapertura completa delle rotte energetiche strategiche e la stabilizzazione geopolitica restano fattori decisivi. Senza un miglioramento della situazione, il mercato petrolifero globale potrebbe entrare in una fase prolungata di volatilità, con effetti duraturi su economia, industria e transizione energetica.

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