OpenAI valuta una frenata sull’AI più avanzata

Il Ceo Altman apre a un rallentamento dei modelli frontier, mentre crescono i timori su sicurezza, cybersecurity e controllo umano

OpenAI valuta una frenata sull’AI più avanzataSam Altman, co-fondatore e Ceo di OpenAIPhoto by Justin Sullivan/Getty Images

OpenAI sta valutando la possibilità di frenare rispetto allo sviluppo della sua AI più avanzata, in un momento in cui aumentano le preoccupazioni sui rischi legati a modelli sempre più autonomi e potenti. Il Ceo Sam Altman ha comunicato ai dipendenti che l’azienda è aperta a un rallentamento dello sviluppo, alla luce dei crescenti interrogativi sulla sicurezza.

La notizia arriva dopo una serie di segnali che hanno riportato il tema della governance al centro del dibattito sull’intelligenza artificiale. Il problema riguarda soprattutto i cosiddetti modelli frontier. Si tratta di sistemi progettati per raggiungere capacità sempre più performanti nel ragionamento, nell’uso autonomo degli strumenti e nella ricerca.

Il piano di OpenAI

OpenAI ha già adottato alcune misure concrete per rallentare temporaneamente determinate fasi dello sviluppo dell’AI più avanzata. Ad agosto la società ha spiegato di aver sospeso per due settimane parte del reinforcement learning dei suoi modelli più recenti, utilizzando quel periodo per rafforzare monitoraggio, allineamento e sistemi di contenimento. Anche alcune attività di sviluppo sono rimaste temporaneamente in pausa.

A settembre, inoltre, l’azienda ha comunicato di aver ritardato alcune fasi dello sviluppo e del rilascio di Astra, dopo aver identificato capacità notevoli nel settore della cybersecurity. Il modello è stato classificato dalla società come capace, con gli strumenti e l’accesso appropriati, di individuare vulnerabilità informatiche non note e sviluppare tecniche di sfruttamento senza una guida umana continua.

La richiesta di aiuto al Governo Usa

Il possibile rallentamento si inserisce quindi in un cambiamento più ampio nell’approccio di OpenAI. La società ha recentemente chiesto agli Stati Uniti di introdurre norme nazionali obbligatorie sulla sicurezza dell’intelligenza artificiale, sostenendo che gli impegni volontari non siano sufficienti di fronte alla possibilità che l’intelligenza artificiale possa accelerare il proprio stesso sviluppo.

La questione è particolarmente delicata perché la stessa azienda sta lavorando alla costruzione di sistemi capaci di contribuire alla ricerca sull’AI. Altman ritiene che una parte significativa della ricerca potrebbe essere svolta in collaborazione con sistemi di intelligenza artificiale già nei prossimi anni. Tuttavia, sottolinea che il ritmo dello sviluppo dovrà dipendere dalla capacità di mantenere il controllo umano.

All’indomani delle dimissioni e della denuncia di Jacob Coxon circa le politiche di Anthropic, la possibile frenata di Altman non significa dunque un abbandono della corsa all’AI. Piuttosto, segnala che per OpenAI la velocità non può essere l’unico parametro di progresso.


*Articolo aggiornato l’11 settembre 2026 alle. ore 13.09

Resta sempre aggiornato con il nuovo canale Whatsapp di Business People
© Riproduzione riservata