Nucleare in Italia, la Camera approva il Ddl: i prossimi passi

Nucleare in Italia, la Camera approva il Ddl: i prossimi passi© Shutterstock

La Camera dei Deputati ha approvato il Ddl sul nucleare sostenibile, segnando un passaggio importante nella strategia energetica italiana. Il provvedimento ha ottenuto 155 voti favorevoli, 86 contrari e 8 astensioni e passa ora all’esame del Senato per l’approvazione definitiva. Se il percorso parlamentare si concluderà nei tempi previsti dal Governo, i decreti attuativi potrebbero essere emanati entro la fine del 2026.

La legge delega punta a ricostruire un quadro normativo per il ritorno dell’energia nucleare in Italia, con particolare attenzione alle tecnologie di nuova generazione e ai criteri di sostenibilità. Il testo conferisce infatti al Governo il compito di disciplinare la produzione di energia da fonte nucleare sostenibile, promuovere la ricerca sulla fusione nucleare e definire regole per la gestione dei rifiuti radioattivi.

Verso i piccoli reattori nucleari

Secondo il ministro dell’Ambiente e della Sicurezza Energetica, Gilberto Pichetto Fratin, il Ddl sul nucleare sostenibile in rappresenta uno strumento complementare alle fonti rinnovabili per raggiungere gli obiettivi di decarbonizzazione e rafforzare la sicurezza energetica del Paese. Il ministro ha indicato come possibile orizzonte temporale per l’entrata in funzione dei primi impianti il periodo compreso tra il 2034 e il 2035.

Tra gli aspetti più rilevanti del disegno di legge figurano anche il sostegno alle filiere industriali nazionali ed europee legate al nucleare e la possibilità per i Comuni di candidarsi a ospitare nuovi impianti. L’obiettivo dichiarato è favorire lo sviluppo di tecnologie avanzate, come i piccoli reattori modulari, considerati più flessibili e sicuri rispetto alle centrali tradizionali.

Nucleare: quanto pesa nel mondo e perché l’Italia guarda al suo ritorno

Il tema continua tuttavia a dividere il dibattito politico e l’opinione pubblica. I sostenitori evidenziano il contributo che il nucleare potrebbe offrire alla riduzione delle emissioni e all’indipendenza energetica nazionale, mentre i contrari sollevano dubbi sui costi, sui tempi di realizzazione e sulla gestione delle scorie radioattive.

L’esito dell’esame al Senato sarà decisivo per comprendere se il ritorno del nucleare nel mix energetico nazionale diventerà una prospettiva concreta.

Resta sempre aggiornato con il nuovo canale Whatsapp di Business People
© Riproduzione riservata