Natuzzi annuncia la chiusura di due stabilimenti e 479 esuberi

Natuzzi chiude due stabilimenti: i sindacati insorgono© Shutterstock

L’annuncio di Natuzzi ha fatto insorgere i sindacati, che hanno manifestato tutte le loro perplessità. È avvenuto durante l’incontro svoltosi al ministero delle Imprese e del Made in Italy, e ha evidenziato “479 esuberi insieme alla presentazione del piano industriale 2026-2028 che prevede anche la chiusura di due siti produttivi”.

Lo ha comunicato in una nota la Fillea Cgil Puglia definendo il piano “lacrime e sangue” perché “è assente qualunque forma di investimento per il futuro”.  “Questa proposta è evidentemente inaccettabile per noi – ha dichiarato il segretario generale pugliese della categoria, Ignazio Savino – dato che, se davvero si vuole guardare al 2028, bisogna farlo difendendo un’occupazione di qualità, fatta da operatori specializzati, e gli stabilimenti in Italia”.

La richiesta dei sindacati

L’associazione di categoria ha chiesto a Natuzzi di ritirare “le scelte presentate finora” con la diffida “fino alla riconvocazione del tavolo ministeriale, prevista per il 25 febbraio 2026, dal compiere alcuna azione unilaterale come spostamenti di macchinari, trasferimenti di attività o decisioni irreversibili”.

Intanto, “grazie al sostegno dimostrato anche in questa sede dalla Regione Puglia e su sollecitazione del ministero, il 9 gennaio ci rivedremo presso l’ente regionale, per il primo incontro tra azienda e organizzazioni sindacali per entrare nel merito delle questioni tecniche modificando un piano a oggi per noi inaccettabile”, ha aggiunto Ignazio Savino.

Il sindacato si dice infine disponibile a “rivedere il piano per renderlo sostenibile per lavoratori e territorio. Qualora ciò non dovesse essere garantito, siamo pronti a mettere in campo tutte le forme di mobilitazione e di lotta necessarie”.

Natuzzi, da un laboratorio alla leadership nel design

Natuzzi è un gruppo industriale italiano, leader nella produzione e distribuzione di arredamento di design, specializzato nella produzione e vendita di divani, poltrone, mobili e complementi d’arredo. L’azienda è quotata in Borsa dal 1993.

Pasquale Natuzzi, il fondatore, ha iniziato la sua carriera nel 1959, a 19 anni, aprendo un laboratorio artigianale a Taranto. In uno spazio tre metri per tre, con tre collaboratori, ha costruito divani e poltrone per il mercato locale. Da quel periodo, poi, di strada ne ha fatta.

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