Murales Maradona: dove si trova e quando riapre

L’area è ancora transennata: il restyling finanziato dai privati prova a regolare un polo turistico che ha fatto crescere imprese, alloggi e ristorazione

Murales Maradona: dove si trova e quando riapre© Photo by Carl Recine/Getty Images

Il murales dedicato a Diego Armando Maradona è diventato, senza biglietteria né un piano commerciale originario, una piccola infrastruttura economica dei Quartieri Spagnoli di Napoli, capace di alimentare visite guidate, ristorazione, ricettività e vendita di gadget. A oggi, però, Largo Maradona non è ancora pienamente accessibile: l’area resta transennata e il ritratto restaurato è in gran parte nascosto da un telone, anche se i turisti continuano ad accodarsi per scorgerlo. Rai Tgr Campania ha indicato l’inaugurazione ai primi di settembre; notizie successive parlano di altre due o tre settimane. Senza una data ufficiale, la riapertura è attesa nella prima metà di settembre.

La chiusura non riguarda soltanto chi cerca una fotografia con Diego Armando Maradona. Riduce o devia il flusso da cui dipende una parte della microeconomia locale e accompagna il passaggio da un’attrazione spontanea a uno spazio regolato, con gestione privata e accesso pubblico.

Dove si trova il Murales Maradona

Il murale si trova tra via Emanuele De Deo e vico Concordia, nel cuore dei Quartieri Spagnoli. Lo spazio, conosciuto come Largo Maradona, si raggiunge a piedi da via Toledo e normalmente è visitabile gratuitamente. Il progetto comunale riguarda circa 197 metri quadrati, di proprietà privata ma destinati a uso pubblico. Durante il cantiere non è garantita una visuale piena dell’opera.

Il dipinto fu realizzato nel 1990 da Mario Filardi, giovane artista del quartiere, per celebrare il secondo scudetto del Napoli. Dopo il deterioramento subito negli anni, fu restaurato nel 2016 da Salvatore Iodice; nel 2017 Francisco Bosoletti ridisegnò il volto del campione. L’intervento del 2026 ha ravvivato colori e definizione mentre veniva riqualificato l’intero slargo.

Il business cresciuto attorno a Largo Maradona

L’impatto economico emerge dai dati sulle imprese. Un’elaborazione di Unioncamere e InfoCamere ha rilevato che, nel raggio di un chilometro quadrato dal murale, il numero delle attività è aumentato del 5,5% rispetto al 2019 e del 6,5% rispetto al 2021. Nel resto di Napoli, negli stessi confronti, lo stock risultava in calo dello 0,7% e del 4,5%.

La crescita si concentra nei comparti esposti alla domanda turistica. In cinque anni le attività di ristorazione dell’area sono aumentate del 144%, quelle dell’alloggio del 110%. Non ogni apertura può essere attribuita al murale: contano anche il boom turistico di Napoli e la notorietà crescente dei Quartieri Spagnoli. La concentrazione territoriale segnala però che il richiamo di Maradona ha trasformato i passaggi pedonali in opportunità per bar, pizzerie, bed and breakfast, tour e negozi.

Non esiste invece un conteggio ufficiale dei visitatori, perché il sito non ha tornelli o biglietti. Le stime circolate negli anni sono quindi meno solide dei dati camerali, che restano il principale indicatore dell’effetto economico sul quartiere senza dimostrare, da soli, un rapporto diretto di causa ed effetto.

Il restyling privato con accesso pubblico

Il nuovo assetto prova a risolvere un paradosso: un’attrazione internazionale è sorta in uno spazio privato, ma genera flussi e costi tipici di un’infrastruttura pubblica. Il progetto prevede pavimentazione in pietra lavica, panchine, fioriere, pergolati, chioschi amovibili, nuova illuminazione e rimozione delle barriere architettoniche. Sempre secondo il Tgr Campania, l’intervento è costato circa 150 mila euro ed è finanziato dai privati. La convenzione garantisce l’accesso libero e gratuito per l’intera giornata e l’uso pubblico permanente. Pulizia, custodia, manutenzione e utenze restano a carico dei proponenti, senza oneri per il Comune; alla Municipalità 2 spetta la vigilanza. Il modello trasferisce quindi ai privati i costi ordinari, lasciando al pubblico il controllo sull’accessibilità e sulle regole.

La soluzione arriva dopo i controlli dell’ottobre 2025, quando furono sequestrati magliette e gadget e si aprì un confronto sulla regolarità delle attività. Il Comune avviò poi un percorso con esercenti e proprietari. La questione non era solo il decoro, ma autorizzazioni, occupazione dello spazio, concorrenza e ripartizione dei costi generati dal turismo.

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