Meta prova a chiudere una delle maggiori incognite legali sul proprio business negli Stati Uniti con un accordo miliardario sulle cause che accusano Facebook e Instagram di favorire un utilizzo compulsivo tra bambini e adolescenti. L’intesa prevede pagamenti fino a 18 miliardi di dollari, distribuiti nell’arco di dieci anni, e nuove restrizioni sulle piattaforme per gli utenti più giovani.
L’accordo interviene mentre era in corso a Oakland, in California, un processo che avrebbe potuto esporre il Gruppo a richieste economiche molto più elevate. Meta non ammette responsabilità e l’intesa dovrà ancora ricevere l’approvazione del giudice federale. Per la società l’impatto non si limita alla transazione: sono previste anche circa 10 miliardi di dollari di spese legali collegate all’accordo. Wall Street ha accolto positivamente la riduzione dell’incertezza, con il titolo Meta in rialzo dopo la diffusione della notizia.
Nuovi limiti per gli adolescenti sui social
Sul piano operativo, Meta si è impegnata a modificare il funzionamento di Facebook e Instagram per gli adolescenti. Tra le misure previste figurano limiti giornalieri di utilizzo, blocchi nelle ore notturne, strumenti più incisivi per la verifica dell’età e maggiori possibilità di controllo da parte dei genitori.
Il limite giornaliero indicato è di due ore, mentre alcune funzioni considerate capaci di favorire un uso prolungato o confronti sociali negativi dovranno essere ridimensionate. Le nuove regole riguarderanno gli utenti adolescenti negli Stati aderenti all’accordo. Una parte del meccanismo economico è inoltre collegata al comportamento degli altri grandi operatori del settore. L’obiettivo dichiarato è spingere anche TikTok e YouTube verso standard analoghi per limiti d’uso, protezione dei minori e verifica dell’età.
L’intesa consente al Gruppo di trasformare un contenzioso dall’esito difficilmente prevedibile in un costo più definito e diluito nel tempo. Le richieste avanzate nel procedimento arrivavano fino a 200 miliardi di dollari, mentre restano aperte altre cause promosse da privati e istituzioni.
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Mark Zuckerberg, Ceo di Meta© Photo by Kevin Dietsch/Getty Images




