Leonardo lancia Michelangelo Dome, lo scudo d’Europa contro droni e missili

Il nuovo sistema integrato di difesa, presentato a Roma da Roberto Cingolani, punta a neutralizzare minacce aeree, cyber e sottomarine. Obiettivo: proteggere l’infrastruttura critica europea.

Leonardo lancia Michelangelo Dome, lo scudo d’Europa contro droni e missiliIl Ceo di Leonardo, Roberto Cingolani, presenta Michelangelo Dome © Leonardo S.p.A. and subsidiaries

Leonardo alza il velo su Michelangelo Dome, un sistema avanzato di difesa integrata concepito per fronteggiare le nuove minacce ibride e asimmetriche che incombono sull’Europa. La presentazione ufficiale si è tenuta a Roma, alle Officine Farneto, alla presenza dei vertici militari e istituzionali italiani. A guidare l’iniziativa, l’amministratore delegato Roberto Cingolani, che ha descritto l’ambizioso progetto come un’architettura multidominio, aperta e scalabile, in grado di anticipare, tracciare e neutralizzare minacce su scala continentale.

Michelangelo Dome integra sensori terrestri, navali, aerei e spaziali, piattaforme di cybersicurezza, sistemi di comando e controllo, intelligenza artificiale e armamenti coordinati. Una cupola dinamica che si estende dal cielo al fondo del mare, capace di respingere missili ipersonici, sciami di droni, attacchi sottomarini e offensivi terrestri, anche simultanei.

Una rete europea contro le minacce emergenti

La guerra non sta finendo, sta iniziando una guerra nuova“, ha dichiarato Cingolani, sottolineando che mai come oggi è urgente investire nella difesa. I numeri parlano chiaro: 18 mila attacchi ibridi all’anno in Europa, ovvero 50 al giorno, con un crescente ricorso a droni low cost capaci di colpire obiettivi ad alto valore strategico.

Nel corso della presentazione, l’a.d. ha ricordato come un drone commerciale da poche migliaia di euro possa mettere fuori uso un carro armato da milioni. Un ribaltamento dei rapporti di forza che impone sistemi difensivi innovativi e flessibili. “Difendere costa più che attaccare, ma la pace va difesa e ha un costo“, ha ribadito.

Michelangelo Dome è concepito per collaborare con gli alleati della Nato e con i principali Paesi europei, secondo standard architetturali interoperabili. Ogni nazione potrà integrare le proprie tecnologie, contribuendo a un sistema congiunto capace di adattarsi alle minacce presenti e future. È già stato istituito un integrated project team, composto da Leonardo e dalle Forze armate italiane, per definire un’architettura difensiva su misura. La piena operatività è prevista dal 2028, con un’evoluzione completa entro il 2029.

Un mercato da 1.100 miliardi

La spinta strategica del progetto si accompagna a una rilevante proiezione economica. Leonardo stima in 1.100 miliardi di euro il valore complessivo del mercato della difesa integrata nel prossimo decennio, di cui 200 miliardi potenzialmente generabili dal gruppo italiano. Con alleanze già attive con Rheinmetall, Bayraktar, Airbus, Thales, Bae Systems e Mitsubishi, Leonardo punta a un ruolo di primo piano nella costruzione di un ecosistema difensivo europeo.

Uno dei principali punti di forza del sistema è l’integrazione delle componenti digitali. I supercomputer di Leonardo, grazie all’intelligenza artificiale, analizzano in tempo reale enormi flussi di dati per assegnare automaticamente agli effettori più idonei la risposta difensiva. Il sistema è in grado di valutare ogni minaccia nella sua interezza, decidendo in pochi secondi se attivare un missile, un drone o un’azione elettronica.

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