Il tempo per organizzare la vita quotidiana può diventare una voce consistente della giornata. Quasi tre italiani su dieci, il 28,4%, dedicano più di un’ora al giorno a programmare impegni, scadenze e incombenze: su base annua significa oltre 22 giorni. Un altro 44,4% impiega fino a 60 minuti. È quanto emerge dall’indagine realizzata da AstraRicerche per Amazon Alexa su 1.015 persone tra i 18 e i 70 anni.
Il peso si avverte soprattutto al rientro dalle vacanze estive. Per il 66% degli intervistati tornare alla routine è abbastanza o molto faticoso e un italiano su tre individua tra metà settembre e l’inizio di ottobre il momento del vero ritorno alla normalità. I ritmi abituali appesantiscono mentalmente il 57,5% del campione.
Quanto pesa organizzare la routine
A complicare la ripartenza contribuiscono la gestione della casa, indicata dal 40% degli intervistati, le pratiche rimaste in sospeso (37,7%), gli impegni e gli appuntamenti da riorganizzare (36,9%) e la programmazione di spesa e pasti (28,4%). Anche decidere cosa mangiare diventa una piccola incombenza: il 37,9% fatica a trovare idee per pasti sani e vari, mentre il 33% segnala la mancanza di energie dopo il lavoro.
Il carico organizzativo, inoltre, non è distribuito allo stesso modo. Le donne superano l’ora quotidiana nel 33% dei casi, rispetto al 24% degli uomini. Tra le generazioni, X e Y risultano le più coinvolte, entrambe con una quota del 31%. È in questo spazio occupato da promemoria, decisioni e attività ripetitive che si inserisce l’interesse per gli assistenti basati sull’AI generativa. Il 53% guarda con interesse a un assistente capace di svolgere concretamente alcune attività e oltre il 56% sarebbe disposto a provarlo. I benefici più attesi sono una riduzione del carico mentale e maggiore serenità (33,3%), il recupero di tempo (33%) e una migliore organizzazione (31,5%).
In questo scenario si inserisce anche Alexa+, la nuova versione dell’assistente di Amazon basata sull’AI generativa. Secondo quanto indicato dall’azienda, il sistema può mantenere il contesto delle conversazioni, utilizzare preferenze e abitudini condivise dall’utente e, in alcuni casi, passare dalla risposta all’azione. Tra gli esempi citati c’è la possibilità di cercare e prenotare un ristorante tramite l’integrazione con la piattaforma TheFork.

Cosa gli italiani affiderebbero a un assistente AI
Tra i compiti che gli intervistati delegherebbero più volentieri ci sono prenotare un ristorante, indicato dal 57,4%, chiamare un taxi (55,4%), fissare un appuntamento (51,3%) e acquistare un biglietto ferroviario (48,7%). Resta però forte l’esigenza di mantenere l’ultima parola: il 38,6% preferirebbe che l’assistente proponesse una soluzione lasciando all’utente la conferma finale.
«Quello che questa ricerca mostra chiaramente è che gli italiani sono perfettamente consapevoli dell’utilità dell’AI, con cui non solo si dialoga ma a cui si possono delegare – mantenendo il controllo – alcune attività ‘rubatempo’ della propria vita», spiega Cosimo Finzi, direttore di AstraRicerche.
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