La Procura di Milano ha chiesto 1 anno e 8 mesi per Chiara Ferragni

La Procura di Milano accusa l’influencer di truffa aggravata per le campagne solidali. La difesa: "Tutto fatto in buona fede"

Photo by Andrea Cremascoli/Getty Images)

La Procura di Milano ha chiesti 1 anno e 8 mesi di reclusione per Chiara Ferragni, accusata di truffa aggravata nel processo in corso a Milano per il cosiddetto ‘Pandoro-gate’. Stessa richiesta per l’ex manager Fabio Maria Damato, mentre per Francesco Cannillo, presidente di Cerealitalia, la procura ha chiesto un anno.

Il nodo delle donazioni

Secondo i pm, le campagne promozionali legate al pandoro Balocco Pink Christmas e alle uova pasquali Dolci Preziosi avrebbero indotto i consumatori a credere che parte del ricavato sarebbe stata devoluta in beneficenza, mentre gli accordi prevedevano donazioni fisse e scollegate dalle vendite: 50 mila euro per l’ospedale Regina Margherita e una quota per l’impresa sociale ‘I Bambini delle Fate’.

Le indagini condotte dalla Guardia di finanza avrebbero evidenziato che le società riconducibili a Ferragni avessero il controllo totale della comunicazione, nonostante le riserve espresse dalle aziende produttrici. Il materiale acquisito documenterebbe un’attività promozionale giudicata “scorretta e ingannevole”, con l’influencer in posizione dominante grazie ai suoi 30 milioni di follower. Per l’accusa, si configura una truffa “a carattere diffusivo”, con un ingiusto profitto di oltre 2 milioni di euro.

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La difesa: “Tutto fatto in buona fede”

Chiara Ferragni, dal canto suo, ha reso dichiarazioni spontanee in aula, leggendo tre pagine scritte a mano: “Tutto quello che abbiamo fatto lo abbiamo fatto in buona fede. Non ci abbiamo mai lucrato”. Ha inoltre ricordato iniziative benefiche personali, tra cui la scelta di devolvere il compenso ricevuto dal Festival di Sanremo 2023 all’associazione contro la violenza sulle donne D.i.Re.

Il procedimento si svolge con rito abbreviato, che consente lo sconto di un terzo della pena. La difesa interverrà il 19 dicembre, mentre la sentenza è attesa per metà gennaio. Nel frattempo, Ferragni ha già versato quasi 3,5 milioni di euro tra sanzioni, donazioni e risarcimenti.

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