La lunga vita (e lenta fine) della banconota da 500 euro

La banconota da 500 euro non è più stampata dal 2019 ma circola ancora ed è valida. Ecco cosa sapere sul suo utilizzo pratico e sul perché la BCE ne ha decretato l’addio

La lunga vita (e lenta fine) della banconota da 500 euro© Shutterstock

La famosa banconota viola da 500 euro – la più grande denominazione in euro – è da tempo al centro di dibattiti economici e decisioni istituzionali. Introdotta nel 2002, ha avuto una vita controversa: apprezzata da alcuni come comoda riserva di valore, ma criticata da altri per il suo potenziale uso illegale. Nel 2016 la Banca Centrale Europea (Bce) ne ha annunciato la graduale uscita di scena, e dal 2019 non viene più emessa. Eppure molti cittadini si chiedono ancora se quei biglietti da 500 euro custoditi in cassaforte possano essere utilizzati e come comportarsi.

Validità e utilizzo attuale della banconota da 500 euro

È ancora valida e si può usare per pagare?

La banconota da 500 euro è ancora valida e si può usare per pagare? Sì. Nonostante la produzione sia stata interrotta, la banconota da 500 euro ha ancora corso legale a tutti gli effetti. Ciò significa che mantiene il suo valore nominale e può essere utilizzata per i pagamenti come qualsiasi altro taglio in euro.

La stessa Bce, quando nel maggio 2016 decise di sospenderne l’emissione, precisò che il taglio € 500 sarebbe rimasto legal tender (“a corso legale”) e possono essere utilizzate come mezzo di pagamento e come riserva di valore. In parole semplici, se avete una banconota da 500 euro, potete ancora spenderla – ad esempio per acquistare beni di valore elevato – o conservarla come forma di risparmio contante senza timore di perdere il suo valore.

Dal punto di vista legale, nessuno può rifiutare un pagamento in euro con una banconota valida. Tuttavia, nella pratica quotidiana, non è escluso che alcuni negozianti siano restii ad accettare il taglio da 500 euro per motivi pratici (ad esempio difficoltà di resto o timori di falsificazioni). Va ricordato che le banconote da 500 euro autentiche sono dotate degli stessi avanzati sistemi di sicurezza degli altri euro: filigrana, filo di sicurezza visibile in controluce e numeri stampati con inchiostro cangiante che fa cambiare colore al valore (dal viola al verde/marrone) inclinando il biglietto.

Queste caratteristiche rendono la banconota da 500 euro difficilmente falsificabile e riconoscibile al tatto e alla vista, come conferma anche Banca d’Italia bancaditalia.it . Dunque, se un commerciante ha dubbi, può verificare la banconota come farebbe con qualsiasi altro taglio. In definitiva, la “banconota viola” è ancora valida e spendibile: averne in portafoglio fa senz’altro scena, anche se è sempre più rara vederla circolare.

Si può versarla o cambiarla in banca?

Certamente. Le banche commerciali dell’Eurozona accettano ancora i 500 euro: potete versare sul vostro conto le banconote da 500 euro senza problemi, così come cambiarla in tagli più piccoli se la vostra banca offre il servizio di cambio. Gli operatori professionali (banche, cambiavalute, ecc.) hanno facoltà di rimettere in circolazione i 500 euro ricevuti, anche se molti scelgono di non ridistribuirli ai clienti per ridurne gradualmente la presenza.

Ad ogni modo, nessuna direttiva impedisce alle banche di accettare o scambiare i 500 euro, purché la banconota sia autentica. In alternativa, è sempre possibile rivolgersi direttamente alle banche centrali nazionali (ad esempio la filiale della Banca d’Italia) per cambiare la banconota presso le banche centrali. La Bce garantisce che ogni banconota da 500 euro “manterrà sempre il suo valore e potrà essere cambiata presso le Banche Centrali dell’Eurosistema senza limiti di tempo”.

In altri termini, non esiste una scadenza oltre la quale il 500 euro perde valore: anche fra molti anni, queste banconote potranno essere presentate alla banca centrale e convertite in euro di altri tagli (senza costi aggiuntivi). La Bce garantisce infatti che ogni banconota da 500 euro “manterrà sempre il suo valore e potrà essere cambiata presso le Banche Centrali dell’Eurosistema senza limiti di tempo”. A differenza delle vecchie lire, che non sono più convertibili dal 2012, il taglio da 500 euro resterà sempre scambiabile e riconosciuto come valore legale in tutta l’area dell’euro.

Vale la pena sottolineare che, vista la loro rarità, può essere più comodo depositare i 500 euro sul conto invece di cercare di spenderli direttamente. Molti preferiscono versarli in banca e prelevare all’occorrenza importi più piccoli (100, 200 €) per i pagamenti quotidiani. In ogni caso, il taglio da 500 euro non comporta alcuna penalizzazione sul valore: cinque banconote da 100 euro valgono esattamente quanto un 500 €, quindi cambiarle non comporta alcuna perdita.

Perché la Bce ha sospeso l’emissione del 500 €

Dalla decisione del 2016 allo stop del 2019

La Banca Centrale Europea (Bce) ha deciso di eliminare gradualmente la banconota da 500 € in risposta a crescenti preoccupazioni di ordine economico e legale. Il punto di svolta è stato il Consiglio direttivo del 4 maggio 2016, quando la Bce annunciò che il taglio da 500 euro non avrebbe fatto parte della nuova Serie Europa (la seconda serie di banconote euro), disponendo di cessarne l’emissione verso fine 2018. Questa scelta era motivata dai “timori riguardo alla possibilità che tale banconota possa agevolare lo svolgimento di attività illecite”.

In altre parole, le banconote da 500 euro erano accusate di facilitare fenomeni come il riciclaggio di denaro, l’evasione fiscale e il finanziamento del terrorismo, data l’altissima concentrazione di valore in un singolo biglietto facile da trasportare in contanti. La fase di transizione si è concretizzata con uno stop alle nuove emissioni a gennaio 2019. Precisamente, dal 27 gennaio 2019 17 delle 19 banche centrali dell’Eurozona (tra cui Banca d’Italia) hanno cessato completamente di emettere queste banconote.

Per garantire un passaggio graduale, due Paesi hanno prorogato di qualche mese: la Germania e l’Austria, dove l’uso del contante è culturalmente molto radicato, hanno continuato a distribuire i 500 euro fino al 26 aprile 2019. Dopo tale data, nessuna nuova banconota da 500 euro è più entrata in circolazione dall’Eurosistema. È importante chiarire che “stop all’emissione” non significa ritiro immediato dalla circolazione. A differenza di un ritiro legale (come fu ad esempio per le vecchie 500 lire in Italia decenni fa), nel caso delle banconote da 500 euro la Bce ha scelto una estinzione naturale: le banconote esistenti restano valide, ma non vengono rimpiazzate quando tornano in banca. Col tempo, quindi, i 500 euro diventeranno sempre più rari man mano che si logorano o vengono depositati.

I numeri confermano questo declino: nel 2015 circolavano oltre 614 milioni di banconote da 500 euro; a metà 2023 ne restavano circa 281 milioni, pari appena allo 0,9% del numero totale di banconote in euro in circolazione. In termini di valore, però, rappresentano ancora una fetta non trascurabile: circa il 20% del valore complessivo di tutte le banconote euro nel 2019 (circa 261 miliardi di euro). Questo dato, pur in calo rispetto a qualche anno prima, evidenzia come le 500 € abbiano svolto principalmente la funzione di grande riserva di valore nel contante.

Più riserva di valore che mezzo di pagamento

Fin dalla nascita dell’euro, il biglietto da 500 euro ha avuto un impiego particolare: molti lo hanno tenuto nascosto, pochi lo hanno effettivamente usato per comprare beni. Basti pensare al soprannome evocativo affibbiatogli dalla stampa anglosassone: Bin Laden, la banconota che tutti sanno che esiste ma quasi nessuno ha visto circolare. Di contro, organizzazioni criminali e grandi evasori ne hanno fatto largo uso per spostare ingenti somme in modo anonimo: un milione di euro in banconote da 500 pesa appena 2 chili (contro circa 22 chili se convertito in banconote da 100).

Non sorprende quindi che le 500 euro fossero molto gettonate nel sommerso: indagini in Gran Bretagna scoprirono che circa il 90% delle banconote da 500 in circolazione oltremanica nel 2010 erano legate ad attività criminali. Anche in Spagna, per anni un quarto di tutti i tagli da 500 euro dell’Eurozona risultava lì “parcheggiato”, al punto da coniare il termine “binladen”.

Il contesto ha dunque reso questo taglio uno strumento privilegiato per evasione fiscale, riciclaggio di denaro e traffici illeciti, suscitando pressioni politiche per la sua eliminazione già da metà anni 2000. Dal lato opposto, va detto che la maggior parte dei cittadini onesti non ha subito impatti negativi dalla scomparsa dei 500 euro. Chi li deteneva per risparmi personali ha semplicemente cambiato abitudini, magari optando per depositi bancari o convertendo quei contanti in tagli minori (200 o 100 €) più facili da gestire.

In alcuni paesi come l’Italia erano già vigenti soglie massime per i pagamenti in contanti, limitando comunque l’uso legale di più biglietti da 500 euro. Dunque il ruolo legittimo del 500 euro come mezzo di pagamento quotidiano era marginale.

Era invece usato come store of value: per tenere grosse somme fisicamente fuori dal sistema bancario. La sua eliminazione rientra proprio nella strategia di ridurre l’uso del contante non tracciabile nei grandi movimenti di denaro. Come ha spiegato la Bce, il valore elevato della banconota da 500 euro “agevola le attività delle organizzazioni criminali” e ridurne la circolazione è una misura di contrasto al riciclaggio.

Euro e pagamenti, la Bce difende il contante

La nuova Serie Europa, la tracciabilità e il futuro del contante

La fine delle banconote da 500 euro si inserisce in un quadro più ampio di rinnovo delle banconote euro e di rafforzamento del tracciamento dei flussi di denaro. La seconda serie di banconote, denominata Serie “Europa”, è stata introdotta gradualmente dal 2013 al 2019 con l’obiettivo di migliorare la sicurezza e l’usabilità delle banconote – ad esempio i nuovi 100 e 200 euro emessi nel 2019 sono più compatti e dotati di filigrane e ologrammi avanzati.

Fin dall’inizio, però, la Bce ha deciso che la Serie Europa non avrebbe incluso il taglio da 500 €. Questo ha significato cambiare colore al panorama delle banconote in circolazione: i nuovi biglietti da 100 e 200 euro (anch’essi di notevole valore) avrebbero colmato in parte il vuoto, mentre i tagli più piccoli – dai 5 ai 50 euro – avevano già fatto il passaggio alla nuova serie.

L’assenza del taglio da 500 € nella nuova generazione di banconote è un segnale chiaro dell’intento di ridurre la massa di contante di grosso taglio in circolazione.

In parallelo, l’Unione Europea ha inasprito le normative antiriciclaggio e molti Paesi hanno introdotto limiti severi all’uso del contante. Emblematico è il caso del Position Paper firmato nel 2021 da cinque Stati (Italia, Francia, Spagna, Belgio e Paesi Bassi) che chiedeva alla Commissione Ue di eliminare del tutto le banconote da 500 euro ancora in circolazione. In quel documento si proponeva di estromettere la banconota da 500 euro dai circuiti di pagamento, attivando una conversione graduale dei 500 euro in tagli più piccoli sotto la supervisione delle banche.

Finora la Bce non ha fatto questo passo estremo – che equivarrebbe a un ritiro legale e obbligatorio – probabilmente per non minare la fiducia nella moneta. Si è preferito lasciar spegnere la banconota da 500 euro lentamente, garantendo che chi la detiene non subisca perdite di valore e possa cambiarla quando vuole. Guardando avanti, la sparizione della banconota da 500 euro apre una riflessione più ampia sul futuro del contante in Europa.

Il taglio da 500 euro era il grande baluardo del contante “di valore”: ora la banconota più alta è quella da 200 euro, e c’è chi si chiede se anche questa un giorno farà la stessa fine. D’altro canto, la Bce sta esplorando l’idea di un euro digitale e molti consumatori utilizzano sempre più pagamenti elettronici o contactless, relegando le banconote a ruoli secondari. Tuttavia, in paesi come la Germania l’attaccamento al contante resta forte e il contante continua ad avere corso legale illimitatamente. L’addio al 500 euro rappresenta quindi un compromesso: un passo in più verso la trasparenza finanziaria e il contrasto all’economia sommersa, senza però rinunciare del tutto al contante.

Euro digitale, possibile soglia massima per il wallet

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