La morte di Klaus-Michael Kühne, scomparso a 89 anni lo scorso 26 agosto 2026, riporta l’attenzione sul suo patrimonio: uno dei più grandi fra quelli privati in Europa. Il magnate tedesco della logistica, considerato il secondo uomo più ricco della Germania, aveva accumulato una fortuna valutata in tra i 41,9 e i 44 miliardi di dollari, con una stima riferita al 10 marzo. Uno scarto che dipende dall’andamento dei mercati e delle partecipazioni detenute.
Il cuore della sua ricchezza era Kühne+Nagel, il Gruppo logistico fondato a Brema nel 1890 dal nonno August Kühne insieme a Friedrich Nagel. Entrato nell’azienda di famiglia nel 1958, Kühne ne guidò l’espansione internazionale fino a trasformarla in uno dei maggiori operatori mondiali nel trasporto aereo e marittimo delle merci. Attraverso Kühne Holding, secondo quanto riportato dal Corriere della Sera, a fine 2025 controllava circa il 55,4% del capitale della società.
Il patrimonio di Klaus-Michael Kühne, tuttavia, era molto più diversificato. Possedeva, infatti, importanti partecipazioni in Hapag-Lloyd, una delle principali compagnie di navigazione container, e in Lufthansa, di cui era il maggiore azionista con una quota intorno al 20%, valutata circa 2 miliardi di euro. Nel portafoglio figuravano inoltre investimenti in Brenntag e Flix, il gruppo della mobilità proprietario di FlixBus. Una parte significativa della sua ricchezza era inoltre legata a immobili, hotel e iniziative nella città di Amburgo, oltre che alla partecipazione nell’Hamburger SV.
Un patrimonio senza eredi
La particolarità della successione è che Kühne e la moglie Christine non hanno avuto figli. Il patrimonio è quindi destinato a essere gestito nell’ambito della Kühne Foundation, la fondazione creata dalla famiglia e impegnata in progetti di logistica, medicina, cultura e ricerca.
La sua eredità, dunque, non si misura soltanto nei miliardi accumulati: con la fondazione, Kühne ha predisposto un meccanismo destinato a mantenere nel tempo il controllo e l’impiego di una delle più grandi fortune private tedesche.
© Riproduzione riservata
Klaus Michael Kühne in uno scatto dei primi anni 2000




