L’AI sta trasformando profondamente i siti d’informazione, ma insieme alle opportunità emergono anche nuove criticità. Secondo l’ultimo monitoraggio di NewsGuard, al 16 luglio 2026 sono stati individuati 3.859 piattaforme prodotte in larga parte dall’intelligenza artificiale, un numero in forte crescita rispetto ai circa 700 censiti nel 2024.
Si tratta delle cosiddette AI content farm, portali che pubblicano grandi quantità di articoli realizzati automaticamente o con una supervisione editoriale minima, senza dichiarare in modo trasparente l’impiego dell’intelligenza artificiale. In molti casi questi siti imitano l’aspetto delle testate giornalistiche tradizionali, rendendo difficile per i lettori distinguere contenuti affidabili da quelli generati automaticamente.
I dati della ricerca
Il rapporto evidenzia come oltre il 55% dei siti d’informazione generati dall’AI sia censito in lingua inglese, mentre i domini italiani rappresentano circa il 10% del totale, una quota significativa che colloca lo Stivale tra i Paesi maggiormente interessati dal fenomeno, insieme alla Francia. Complessivamente, le content farm monitorate operano in 30 lingue.
La principale preoccupazione riguarda la qualità dell’informazione. Secondo l’analisi, questi siti possono favorire la diffusione di fake news, contenuti manipolati o propaganda, oltre a sottrarre ricavi pubblicitari alle testate giornalistiche che investono nel lavoro redazionale e nella verifica delle fonti. Dimitris Dimitriadis, direttore Ricerca e Sviluppo di NewsGuard, sottolinea come la crescita di questi portali rischi di compromettere ulteriormente la sostenibilità economica dell’informazione professionale.
I rischi e le prospettive future
Il tema è sempre più centrale anche nel dibattito istituzionale italiano. Negli ultimi giorni il caso della testata interamente generata dall’AI, We-News, ha riacceso il confronto sulla necessità di regole che impongano trasparenza nell’utilizzo dell’intelligenza artificiale in ambito editoriale e garantiscano ai lettori la possibilità di riconoscere chiaramente i contenuti prodotti o assistiti da sistemi automatici.
L’evoluzione dell’intelligenza artificiale rappresenta una risorsa importante per il giornalismo, ma il suo utilizzo richiede standard etici, controllo umano e trasparenza. Solo così sarà possibile coniugare innovazione tecnologica e tutela della qualità dell’informazione, preservando la fiducia dei lettori e il valore del lavoro giornalistico.
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