Secondo i nuovi dati pubblicati dall’Ocse, in Italia, il 79% dei giovani tra i 20 e i 29 anni continua a vivere in casa con i genitori, invece di avviare una residenza indipendente. Questa percentuale del nostro Paese è tra le più elevate al mondo, superata solo dalla Corea del Sud, che raggiunge il 82%, e nettamente al di sopra della media europea, che si attesta intorno al 54%.
La permanenza prolungata nella famiglia d’origine è un fenomeno che riguarda in particolare gli Stati dell’Europa meridionale. Spagna, Grecia, Slovacchia e Polonia presentano quote analoghe a quelle italiane, mentre nei Paesi del Nord Europa – come Danimarca, Svezia, Norvegia e Finlandia – la quota di giovani che vive coi genitori scende sotto il 25%. Questo è un segnale che indica mercati abitativi più accessibili e sistemi di welfare più efficaci nel sostenere l’autonomia giovanile.
Perché gli under 30, in Italia, vivono ancora con i genitori
Le ragioni di questo ritardo dell’uscita dal nucleo familiare, che riguarda gli under 30 che vivono ancora con i genitori, sono molteplici e radicate in dinamiche economiche complesse. In primo luogo, l’aumento dei prezzi degli immobili e degli affitti, combinato con salari che non tengono il passo, rende difficile per i giovani affrontare da soli i costi abitativi. L’accesso al credito è complicato e spesso vincolato a condizioni che scoraggiano l’acquisto della prima casa, situazione aggravata dallo scenario di tassi di interesse più elevati.
Un altro aspetto importante riguarda la percezione di insicurezza abitativa. Secondo le stesse rilevazioni, circa il 60% dei giovani italiani tra 18 e 24 anni teme di non riuscire a trovare un’abitazione adeguata nei prossimi due anni, evidenziando quanto il problema sia sentito non solo nei fatti ma anche nella psicologia generazionale.
Il fenomeno non è solo italiano. In molti Paesi europei, l’età media in cui i giovani lasciano la casa dei genitori supera i 30 anni, mentre l’età media europea di emancipazione è di circa 26. Il persistere di questa tendenza ha implicazioni profonde per la società e l’economia. Ritarda l’ingresso stabile nel mercato immobiliare, influenza le scelte familiari e può contribuire alla diminuzione demografica. Per affrontare la situazione, gli esperti suggeriscono politiche abitative più incisive, incentivi per l’affitto e l’acquisto per i giovani e un rafforzamento dei sistemi di welfare.
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