HP, via 6 mila dipendenti entro il 2028 per effetto dell’AI

Il gruppo statunitense ristruttura per risparmiare un miliardo e accelerare sull’intelligenza artificiale. Allianz valuta una mossa simile

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HP ridisegna il proprio futuro puntando sull’intelligenza artificiale e sulla razionalizzazione dei costi: il colosso californiano ha annunciato un nuovo piano di ristrutturazione che porterà al taglio compreso tra i 4 mila e i 6 mila posti di lavoro entro il 2028, pari a circa il 10% dei suoi 58 mila dipendenti attuali.

La strategia mira a semplificare le operazioni aziendali, a ridurre i costi e a potenziare l’utilizzo di strumenti di AI per accelerare lo sviluppo dei prodotti, migliorare la soddisfazione dei clienti e aumentare la produttività. L’operazione dovrebbe generare un risparmio lordo di 1 miliardo di dollari in tre anni, secondo quanto dichiarato dall’amministratore delegato Enrique Lores.

Una strategia che guarda ai Pc del futuro

Il taglio arriva in un momento in cui HP rivede al ribasso le stime sugli utili e affronta una contrazione della domanda di chip di memoria, effetto collaterale della fase di transizione verso nuovi Pc basati sull’intelligenza artificiale.

Per l’anno fiscale in corso, HP stima un utile per azione tra i 2,90 e i 3,20 dollari, a fronte di una media attesa dagli analisti di 3,32 dollari. L’azienda prevede inoltre 650 milioni di dollari di costi di ristrutturazione iniziali, da affrontare già nel primo trimestre.

Il nuovo piano arriva a distanza di tre anni dall’ultimo programma di tagli annunciato dalla società, che già allora aveva previsto una riduzione del personale tra 4.000 e 6.000 unità, con risparmi stimati in 2,2 miliardi di dollari.

Allianz studia un piano simile

Oltre a HP, anche Allianz starebbe preparando una significativa riduzione dell’organico: secondo quanto riportato dalla stampa tedesca, la controllata Allianz Partners, specializzata in assistenza clienti e assicurazioni viaggio, prevede un taglio tra 1.500 e 1.800 posti di lavoro tra la fine del 2026 e la metà del 2027.

Le posizioni interessate sarebbero in larga parte quelle dei call center e dei servizi telefonici, sempre più sostituibili da chatbot, assistenti virtuali e sistemi automatizzati. L’azienda ha confermato l’avvio di un confronto con i sindacati per valutare gli impatti della trasformazione digitale sul personale.

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