Hormuz, De Felice (Intesa Sanpaolo): “Serviranno mesi per tornare alla normalità”

Il Chief Economist della banca avverte: anche con l'eventuale riapertura dello stretto serviranno fino a sei mesi per alcune filiere industriali

Hormuz, De Felice (Intesa Sanpaolo): "Serviranno mesi per tornare alla normalità"Gregorio De Felice

L’eventuale riapertura dello Stretto di Hormuz non basterà a riportare immediatamente la situazione alla normalità. Secondo Gregorio De Felice, Chief Economist e Responsabile ricerca di Intesa Sanpaolo, servirà almeno un mese perché i flussi petroliferi tornino pienamente operativi, mentre per prodotti raffinati, chimici e alluminio potrebbero essere necessari dai tre ai sei mesi.

L’analisi arriva mentre proseguono le trattative tra Stati Uniti e Iran per chiudere la crisi geopolitica che ha paralizzato per settimane uno dei corridoi energetici più strategici al mondo. Rappresenta infatti un passaggio cruciale per il commercio globale di petrolio e gas. Attraverso questo tratto di mare transita circa il 20% del petrolio mondiale trasportato via nave.

Intesa, Gregorio De Felice sulla situazione geopolitica attuale

Intervenendo al Festival dell’Economia di Trento, De Felice ha spiegato che la fine delle tensioni militari potrebbe limitare l’impatto negativo sulla crescita economica globale, ma non cancellare subito le conseguenze accumulate durante i mesi di blocco dello Stretto di Hormuz. Il rallentamento dei traffici marittimi, infatti, ha colpito non solo l’energia ma anche intere filiere industriali, con ritardi logistici e aumento dei costi di trasporto.

La crisi aveva provocato forti tensioni sui mercati energetici internazionali. Secondo diverse stime, il traffico di petroliere nello stretto si era ridotto drasticamente, alimentando una certa volatilità sui prezzi del greggio e del gas naturale liquefatto. Le ripercussioni si sono fatte sentire soprattutto in Europa e Asia, fortemente dipendenti dalle forniture provenienti dal Golfo Persico.

Nelle ultime ore, però, il clima sembra essersi parzialmente disteso. Le trattative tra Washington e Teheran proseguono e l’ipotesi di un accordo definitivo è sempre più concreta, anche se la firma ufficiale è stata rinviata.

Dallo Stretto di Hormuz un conto da 25 miliardi per le imprese

Le conseguenze per l’Europa e l’Italia

Per l’Italia e per l’Europa, la graduale riapertura di Hormuz rappresenta una notizia positiva soprattutto sul fronte energetico e inflazionistico. Un ritorno progressivo alla normalità potrebbe infatti ridurre la pressione sui prezzi dei carburanti, sulle bollette e sui costi industriali, dopo settimane di forte instabilità sui mercati internazionali.

Resta tuttavia alta l’attenzione degli operatori finanziari: la crisi ha dimostrato ancora una volta quanto gli equilibri geopolitici del Medio Oriente continuino a influenzare direttamente economia globale, commercio e approvvigionamenti energetici.

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