Giorgetti: “Su Mps-Mediobanca nessuna ingerenza del Tesoro”

Il ministro difende la trasparenza dell’operazione e ribadisce la piena fiducia in Lovaglio. Il Mef non presenterà liste per il nuovo Cda della banca

Giorgetti: "Su Mps-Mediobanca nessuna ingerenza del Tesoro"Il ministro dell'Economia e delle Finanze, Giancarlo Giorgetti© Photo by Thierry Monasse/Getty Images

La decisione di Monte dei Paschi di Siena (Mps) di lanciare un’Opas su Mediobanca è stata presa in piena autonomia dai vertici dell’istituto senese. Il Ministero dell’Economia (Mef) non ha esercitato pressioni né ha avuto alcun ruolo nella gestione dell’operazione. È quanto ha dichiarato il ministro Giancarlo Giorgetti, intervenuto alla Camera per chiarire la posizione del governo nella vicenda che coinvolge anche il Ceo di Mps Luigi Lovaglio, indagato dalla Procura di Milano insieme a Francesco Gaetano Caltagirone e Francesco Milleri.

Giorgetti ha ribadito che l’acquisizione degli ordini da parte degli investitori durante l’ultima tranche di privatizzazione del 15% di Mps, avvenuta nel novembre 2024, è stata “gestita direttamente da Banca Akros“, senza alcuna conoscenza preventiva da parte del Mef. La procedura, ha spiegato, è stata giudicata “aperta, trasparente e competitiva” anche dalla Commissione europea che, come evidenziato anche in un articolo del Sole 24 Ore di oggi, si era attivata dopo un esposto di Mediobanca.

Caltagirone, Lovaglio e Milleri indagati per la scalata a Mediobanca

Nessuna lista Mef per il nuovo Cda di Mps

Quanto al futuro della governance di Siena, Giorgetti ha chiarito che il Mef non presenterà alcuna lista in occasione del rinnovo del Consiglio di amministrazione e non avrà un ruolo attivo nella banca. La quota residua detenuta dallo Stato, pari al 4,86%, sarà gestita con un approccio strategico, coerente con gli impegni presi a livello europeo, e non secondo una logica di pura dismissione.

Mediobanca, dal canto suo, dovrebbe restare una legal entity autonoma, anche in caso di integrazione futura, e mantenere un proprio board. Non è ancora chiaro se l’unione tra i due istituti avverrà tramite un’offerta pubblica sul mercato per il ritiro di Mediobanca. La Bce è attesa a esprimersi sulla lista del nuovo Cda di Mps tra fine gennaio e inizio febbraio.

Il ritorno di Mps alla redditività

Il ministro ha poi rivendicato la bontà delle scelte fatte negli ultimi anni, a partire dalla nomina di Luigi Lovaglio a Ceo nel 2022. Giorgetti ha sottolineato come, grazie alla gestione di Lovaglio, Mps sia riuscita a passare da una quotazione di 1,95 euro ad azione fino a superare gli 8 euro a fine 2025. Il titolo ha conosciuto una forte valorizzazione, accompagnata da un ritorno alla redditività e dalla creazione di valore per lo Stato, che ha incassato 2,6 miliardi contro un investimento iniziale di 1,6 miliardi.

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