L’economia italiana mostra nuovi segnali di fiducia. Secondo le stime diffuse dall’Istat, a luglio 2026 sono aumentati sia il clima di fiducia dei consumatori sia quello delle imprese, confermando un miglioramento del sentiment economico dopo mesi caratterizzati da incertezza legata allo scenario internazionale. L’indice di fiducia dei consumatori è salito da 92,4 a 94,2 punti, mentre quello composito delle imprese è passato da 95,3 a 95,6 punti.
I dati aggiornati
Per quanto riguarda le famiglie, il miglioramento è trainato soprattutto dalle aspettative sull’economia generale e sul futuro. L’Istat rileva infatti un deciso aumento del clima economico, salito da 87,6 a 90,9, e di quello futuro, passato da 87,4 a 89,8. Più contenuti, ma comunque positivi, i progressi del clima personale e di quello corrente. Fanno eccezione i giudizi sulla situazione economica familiare e le valutazioni sull’opportunità di risparmiare, che registrano un lieve peggioramento.
Sul fronte delle imprese il quadro appare differenziato. La fiducia cresce nei servizi di mercato, nel commercio al dettaglio e nella manifattura, mentre si registra una flessione nel comparto delle costruzioni, che continua a risentire del rallentamento degli investimenti e della progressiva conclusione di alcune misure di incentivo.
Il dato assume particolare rilievo perché arriva in una fase in cui l’economia italiana ha recentemente sorpreso gli analisti con una crescita del Pil dello 0,2% nel secondo trimestre, superiore alle attese. L’aumento della fiducia potrebbe quindi rappresentare un ulteriore elemento a sostegno dei consumi interni e degli investimenti nella seconda parte dell’anno, contribuendo a consolidare una crescita che, secondo le stime più recenti, potrebbe avvicinarsi all’1% nel 2026.
I fattori trainanti
Permangono tuttavia alcuni fattori di incertezza. Le tensioni geopolitiche, l’evoluzione del commercio internazionale e il costo dell’energia continuano a rappresentare elementi di rischio per famiglie e imprese. Allo stesso tempo, l’inflazione, pur mostrando segnali di rallentamento, resta un tema centrale per il potere d’acquisto. Le stime preliminari diffuse sempre dall’Istat indicano infatti un’inflazione in calo al 2,8% a luglio, dal 3% registrato nel mese precedente, mentre il carrello della spesa rimane stabile.
Nel complesso, i dati di luglio delineano un quadro moderatamente positivo. Il miglioramento della fiducia suggerisce che consumatori e imprese guardano con maggiore ottimismo ai prossimi mesi, sostenuti da un mercato del lavoro ancora dinamico e da una crescita economica superiore alle previsioni. La sfida sarà trasformare questo clima favorevole in un’accelerazione degli investimenti, dei consumi e della produttività, elementi indispensabili per consolidare la ripresa dell’economia italiana in un contesto globale ancora incerto.
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