Dal 22 al 25 ottobre Torino ospiterà la quinta edizione del Festival Internazionale dell’Economia, che nel 2026 si sposta per la prima volta in autunno. Il tema scelto è Salvare lo stato sociale, con oltre 130 appuntamenti dedicati alla sostenibilità del welfare tra crisi demografica, aumento della spesa sanitaria e previdenziale, trasformazioni del lavoro e vincoli di bilancio pubblico.
Tra gli ospiti ci saranno sei Premi Nobel per l’Economia: Philippe Aghion, David Card, Joel Mokyr, James A. Robinson, Alvin Roth e Michael Spence. L’inaugurazione è prevista il 22 ottobre al Teatro Carignano con Mokyr, mentre nel pomeriggio Fabio Panetta, governatore della Banca d’Italia, dialogherà con Ferruccio de Bortoli sui principali dossier dell’economia italiana e internazionale.
Il programma del Festival dell’Economia di Torino
Il programma – che sarà svelato a partire dal 15 settembre – affronta alcune delle pressioni che stanno ridisegnando lo stato sociale europeo: invecchiamento della popolazione, costi sanitari, salari, pensioni, immigrazione, intelligenza artificiale e aumento della spesa militare. Ampio spazio sarà dedicato anche al rapporto tra welfare e competitività, con incontri sul ruolo delle imprese, sulla fiscalità, sulla produttività e sulla capacità del settore privato di affiancare quello pubblico.
“Oggi, oltre a chiedere allo stato sociale di proteggerci, dobbiamo noi stessi proteggerlo perché ha di fronte a sé numerose sfide da cui potrebbe uscire fortemente ridimensionato”, afferma Tito Boeri, direttore scientifico del Festival. E aggiunge: “Per salvare lo stato sociale avremo perciò bisogno di riformarlo”. Il cartellone comprende anche confronti sul futuro della moneta digitale, sulla tassazione delle multinazionali, sull’inflazione e sul debito, oltre a un dialogo tra Gian Maria Gros-Pietro e Pier Carlo Padoan sul ruolo sociale delle banche. Altri appuntamenti saranno dedicati all’impatto dell’AI sul welfare e sulla pubblica amministrazione, alle politiche industriali e al rapporto tra innovazione e occupazione.
La manifestazione punta anche a coinvolgere maggiormente studenti e imprese. Il cambio di calendario, da primavera ad autunno, è stato deciso proprio per aumentare la partecipazione delle scuole, delle università e del tessuto produttivo. Gli incontri saranno gratuiti e distribuiti in diverse sedi del centro di Torino.
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