Ferragni, via al processo sul pandoro-gate

Ferragni, via al processo sul pandoro-gate© Photo by Daniel Perez/Getty Images

Sono passati quasi tre anni dalla deflagrazione del ‘pandoro-gate’, lo scandalo che ha travolto Chiara Ferragni per la promozione di prodotti legati a iniziative benefiche, e che è ufficialmente entrato nelle aule di giustizia. A Milano si è aperto il processo per truffa aggravata a carico dell’influencer e di altri imputati, tra cui Fabio Maria D’Amato e Francesco Cannillo di Dolci Preziosi, mentre è stata archiviata la posizione di Alessandra Balocco, recentemente scomparsa.

Ferragni, presente solo con i suoi legali, ha fatto sapere che sarà sempre in aula.  In aula si sono presentate anche nuove parti civili, tra cui due associazioni dei consumatori e una signora di 76 anni, che ha acquistato un pandoro convinta che parte del ricavato sarebbe andato in beneficenza.

L’intera vicenda ruota intorno alla comunicazione pubblicitaria delle edizioni speciali di pandori firmati Ferragni venduti tra il 2021 e il 2022, promossi con messaggi che lasciavano intendere un chiaro scopo benefico. Secondo l’Antitrust, però, le modalità con cui veniva presentata l’iniziativa erano fuorvianti: la beneficenza all’ospedale Regina Margherita di Torino, pari a 2,2 milioni di euro, era già stata effettuata prima del lancio del prodotto. Altri 200 mila euro sono andati alla Caritas nell’accordo conciliativo con il Codacons e l’associazione utenti servizi radiotelevisivi, mentre ai consumatori coinvolti nel reclamo sono stati riconosciuti 150 euro a testa.

Complessivamente, l’influencer ha versato 3,4 milioni di euro in risarcimenti. Ma per alcuni consumatori non è bastato. Due nuove associazioni – Adicu e Casa del Consumatore – si sono costituite parte civile sostenendo che la comunicazione ingannevole abbia causato un danno diffuso e rilevante.

Le date del processo

Il processo penale si sta svolgendo davanti alla terza sezione del tribunale di Milano, presieduta dal giudice Ilio Mannucci. La prossima udienza è fissata al 14 gennaio 2026, data in cui si esprimerà il giudice sull’ammissione delle parti civili. Gli imputati potranno decidere se optare per il rito abbreviato oppure affrontare il dibattimento ordinario.

In questa prima fase non erano presenti né Ferragni né gli altri imputati. La scelta è stata strategica, ha spiegato il collegio difensivo: in questa fase è prioritario concentrarsi sulle questioni formali e sulla definizione del perimetro processuale.

Ferragni, una nuova strategia social

Nel frattempo, Chiara Ferragni tenta di rilanciare la propria immagine, affidandosi a una nuova comunicazione. Come riportato oggi dal quotidiano la Repubblica, l’influencer ha lanciato una linea di abbigliamento ironica, ispirata ai tormenti sentimentali.. La collezione, frutto di una collaborazione con due stilisti romagnoli, si chiama “Rivoluzione Romantica”, e segna un netto distacco dalla narrazione glamour degli anni d’oro.

Si tratta dell’ennesimo tentativo di riposizionamento: negli ultimi mesi, la Ferragni ha cambiato ben tre agenzie di comunicazione, l’ultima su consiglio dell’avvocato Iannaccone. Ma l’operazione di “rebranding sentimentale” non sembra coordinata da alcun team strategico: potrebbe trattarsi di una semplice opportunità commerciale, nulla di più.

Intanto, i numeri social parlano chiaro: dallo scoppio dello scandalo, l’influencer ha perso 1,5 milioni di follower su Instagram, fermandosi a 28,2 milioni, mentre il seguito su TikTok è rimasto stabile a 7 milioni (Corriere della Sera).

La strada per uscire dalla crisi reputazionale è ancora lunga, e ora passa anche dai banchi del tribunale.

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