La situazione dell’ex Ilva di Taranto entra in una fase determinante: oggi, 16 settembre 2026, il Governo incontra i sindacati metalmeccanici a Palazzo Chigi per discutere le misure necessarie a tutelare i lavoratori dello stabilimento e soprattutto quelli dell’indotto. Nel pomeriggio, il dossier dovrebbe arrivare sul tavolo del Consiglio dei ministri, chiamato a esaminare un nuovo decreto.
Il confronto avviene mentre si avvicina lo stop dell’area a caldo dell’acciaieria. Dopo la decisione dei giudici milanesi, che hanno confermato il blocco entro la fine di ottobre, le procedure per lo spegnimento dell’ultimo altoforno potrebbero essere avviate già nelle prossime ore.
Il nodo dei tagli al personale
Il tema centrale è ora quello occupazionale. L’Esecutivo sta valutando strumenti straordinari per accompagnare la fase di transizione e ridurre l’impatto della fermata sugli addetti direttamente coinvolti e sulle numerose imprese che lavorano per lo stabilimento. Tra le ipotesi figurano la cassa integrazione, delle misure di accompagnamento e alcuni interventi destinati a favorire la creazione di nuove opportunità lavorative sul territorio.
Il confronto con le organizzazioni sindacali assume quindi particolare rilievo perché il Governo punta a definire le soluzioni sull’ex Ilva prima della loro approvazione in Consiglio dei ministri. Il pacchetto dovrebbe riguardare anche quei lavoratori dell’indotto che non possono contare sugli strumenti ordinari di integrazione salariale.
L’attesa per l’offerta della cordata italiana
Parallelamente, il Governo italiano attende l’offerta della cordata italiana interessata agli asset dell’area a freddo, mentre prosegue la gestione commissariale dello stabilimento. Già a luglio il Governo aveva autorizzato un’ulteriore tranche di finanziamento per garantire la continuità operativa dell’azienda in amministrazione straordinaria, in attesa del perfezionamento della cessione dell’area a freddo.
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