EasyJet nel mirino dell’Antitrust: istruttoria sui costi dei bagagli a mano

EasyJet nel mirino dell’Antitrust: istruttoria sui costi dei bagagli a mano© Shutterstock

L’Autorità garante della concorrenza e del mercato (Agcm), ha avviato un’istruttoria nei confronti di EasyJet per verificare la correttezza delle politiche commerciali applicate ai bagagli a mano. L’indagine riguarda in particolare i costi aggiuntivi richiesti ai passeggeri per trasportare i trolley e i bagagli di dimensioni maggiori rispetto alla piccola borsa inclusa nella tariffa base.

L’Autority intende accertare se la compagnia aerea low cost abbia adottato pratiche scorrette o poco trasparenti nei confronti dei consumatori, soprattutto nella fase di acquisto online dei biglietti. L’attenzione si concentra sulle modalità con cui vengono presentati i supplementi tariffari e sulle informazioni fornite ai clienti riguardo ai costi finali del viaggio.

I dettagli sull’indagine dell’Antitrust

Negli ultimi anni il tema dei bagagli a mano è diventato centrale nel settore del trasporto aereo low cost. Molte compagnie hanno progressivamente ridotto i servizi inclusi nella tariffa standard, prevedendo costi extra per il trasporto del trolley in cabina. Si tratta di una strategia commerciale che ha aumentato la competitività dei prezzi iniziali, ma che spesso ha generato polemiche tra associazioni dei consumatori e autorità di regolazione europee.

L’istruttoria dell’Antitrust nei confronti di EasyJet si inserisce in un contesto più ampio di attenzione da parte delle istituzioni europee verso la trasparenza tariffaria nel settore. In passato anche altre compagnie low cost erano finite sotto osservazione per pratiche simili relative ai bagagli e ai servizi accessori. La Corte di Giustizia dell’Unione Europea aveva già stabilito che il bagaglio a mano “ragionevole” costituisce un elemento essenziale del trasporto passeggeri e non dovrebbe essere soggetto a supplementi ingiustificati.

La posizione di EasyJet

EasyJet, da parte sua, ha sempre sostenuto che le proprie politiche tariffarie rispettano le normative vigenti e garantiscono ai clienti la possibilità di scegliere servizi personalizzati in base alle esigenze di viaggio. La compagnia britannica basa infatti il proprio modello di business sulla distinzione tra tariffa base e servizi opzionali.

L’istruttoria dell’Antitrust non implica automaticamente una violazione delle norme, ma rappresenta l’avvio di una fase di approfondimento che potrebbe portare, in caso di accertate irregolarità, a sanzioni economiche o a modifiche delle pratiche commerciali adottate dalla compagnia. Nel frattempo, il caso riaccende il dibattito europeo sulla necessità di maggiore chiarezza sui prezzi del trasporto aereo e sulla tutela dei diritti dei passeggeri.

Italia secondo mercato per EasyJet

Resta sempre aggiornato con il nuovo canale Whatsapp di Business People
© Riproduzione riservata