Dividendi e plusvalenze: il Governo verso lo stop alla stretta fiscale

Mille giorni di Governo Meloni, è tempo di bilanci: promossi e bocciati© Shutterstock

Il Governo italiano è pronto a fare marcia indietro sulla stretta fiscale relativa a dividendi e plusvalenze, dopo le criticità emerse nei primi mesi di applicazione. L’esecutivo starebbe lavorando a un intervento correttivo per eliminare le nuove restrizioni introdotte con la Legge di Bilancio 2026.

La decisione nasce principalmente dalle difficoltà operative segnalate da imprese e operatori finanziari. Le nuove norme, infatti, avevano modificato il regime fiscale dei proventi derivanti da partecipazioni societarie, introducendo condizioni più stringenti per accedere ai benefici fiscali. In particolare, erano stati previsti requisiti più rigidi per mantenere il regime agevolato su dividendi e plusvalenze, aumentando di fatto il carico fiscale in diversi casi.

Qual è il piano del Governo Meloni

Le plusvalenze – cioè i guadagni derivanti dalla vendita di asset finanziari – rappresentano una componente fondamentale dei redditi d’impresa e degli investimenti. Si tratta della differenza positiva tra prezzo di vendita e costo di acquisto di un’attività finanziaria o patrimoniale, e sono generalmente soggette a tassazione secondo regole specifiche.

Secondo le anticipazioni, il Governo sarebbe orientato a cancellare la stretta con effetto retroattivo dal 1° gennaio 2026. Una scelta che punta a evitare distorsioni nel mercato e a ristabilire un quadro normativo più stabile e prevedibile per gli investitori.

La revisione della norma è anche il risultato di un confronto con il mondo produttivo. Le imprese avevano evidenziato come le nuove regole rischiassero di penalizzare operazioni straordinarie, investimenti e riorganizzazioni societarie, soprattutto nei gruppi industriali. In alcuni casi, infatti, l’inasprimento fiscale avrebbe potuto scoraggiare la distribuzione di utili o la cessione di partecipazioni strategiche.

Sfide e limiti

Dal punto di vista macroeconomico, il passo indietro dell’Esecutivo si inserisce in un contesto più ampio di politica economica orientata alla crescita. Ridurre l’incertezza fiscale è considerato un elemento chiave per attrarre capitali e favorire la competitività del sistema Paese.

Resta tuttavia aperto il tema delle coperture finanziarie. L’eliminazione della stretta comporterà infatti minori entrate per lo Stato, che dovranno essere compensate con altre misure. Il Governo sta valutando diverse opzioni, anche nell’ambito della più ampia riforma del sistema fiscale e dei mercati finanziari.

Il possibile stop alla stretta su dividendi e plusvalenze, dunque, rappresenta un segnale importante verso imprese e investitori. Se confermata, la misura potrebbe contribuire a rilanciare la fiducia e a sostenere gli investimenti, in un momento in cui la stabilità normativa è sempre più centrale per la crescita economica.

Resta sempre aggiornato con il nuovo canale Whatsapp di Business People
© Riproduzione riservata