CloudFlare in down: perché ChatGPT, Canva e altri servizi sono bloccati

CloudFlare è in down: cosa è successo© Shutterstock

CloudFlare non funziona. Il servizio che si occupa di gestione del traffico internet ha avuto un problema a livello globale e, a partire dalle 12:00 del 18 novembre 2025, tool come ChatGpt e Canva sono in down. Anche X e Downdetector non sono al massimo delle loro potenzialità.

Il disservizio principale si è verificato intorno a mezzogiorno ed è durato circa mezz’ora. A voler essere precisi, sulla piattaforma che monitora l’andamento di CloudFlare il primo messaggio di errore è stato segnalato alle 11:48 e, poi, confermato alle 12:03. Si tratta di una questione non di poco conto, dato che sono diversi i siti che si appoggiano a questa azienda per garantire ai propri utenti di usufruire dei servizi che offrono.

Le app e i tool che sono stati colpiti dal disservizio

I dati su CloudFlare hanno portato alla luce migliaia di segnalazioni anche per X e per ChatGpt. Non solo, ci sono stati problemi anche per l’accesso a Canva e per diversi altri siti. La società americana che si occupa di content delivery network alle 12.37 ha pubblicato una nota per aggiornare sulla situazione di down: “Stiamo assistendo al ripristino dei servizi, ma i clienti potrebbero continuare a riscontrare tassi di errore superiori alla norma mentre continuiamo con gli sforzi di ripristino”. I servizi, infatti, sono ritornati a funzionare, ma non in maniera fluida e veloce come di norma.

Non a caso, molti siti mostrano un messaggio che chiede di sbloccare challenges.cloudflare.com per continuare a operare come di consueto. Sono stati resi pubblici anche altri errori generici legati ai server. Il problema è confermato dalla dashboard ufficiale. Il fatto che ci siano molti siti offline dipende da Cloudflare, che si occupa di proteggere le risorse internet da attacchi e manomissioni. Non sono state rilevate anomalie con i DNS.

Si tratta di una situazione che ricorda quella che ha coinvolto, nei mesi precedenti, con le infrastrutture cloud di AWS e Azure. Non resta che aspettare la risoluzione del problema che, stando a quanto reso pubblico dalla piattaforma, è già al lavoro per ridurre al minimo i disagi riscontrati dagli internauti.

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