Carrello della spesa più caro del 29,5% in cinque anni

Gli italiani cambiano spesa: cosa entra e cosa esce dal carrello© Shutterstock

Fare la spesa costa sempre di più agli italiani: tra il 2021 e il 2026 il prezzo di un carrello tipo è passato da 100 a 129,5 euro, con un aumento complessivo del 29,5% in cinque anni. Un rincaro che fotografa l’impatto dell’inflazione sui consumi quotidiani e che risulta particolarmente significativo perché riguarda beni acquistati con grande frequenza dalle famiglie.

Il dato è sostanzialmente in linea con l’andamento dell’inflazione alimentare calcolata dall’Istat nello stesso periodo, pari al 30%, ma supera sensibilmente l’inflazione generale, che si è attestata attorno al 21%. In altre parole, negli ultimi cinque anni il costo dei prodotti destinati alla tavola è cresciuto più rapidamente rispetto alla media complessiva dei prezzi.

La differenza si traduce concretamente in una maggiore pressione sui bilanci familiari. Un aumento del costo della spesa alimentare pesa infatti soprattutto sulle famiglie che destinano una quota più elevata del proprio reddito ai beni essenziali e che hanno minori possibilità di rinviare o ridurre gli acquisti.

Frutta e prodotti freschi tra i rincari più evidenti

Tra le categorie analizzate emergono differenze significative rispetto all’aumento del carrello della spesa. Per la frutta, ad esempio, l’aumento rilevato dall’Istat nel periodo considerato è del 28,6%, anche se alcune rilevazioni basate su un paniere più ristretto mostrano incrementi differenti. Il Sole 24 Ore, considerando soltanto mele e banane, indica un rialzo del 14%.

Il divario dipende proprio dalla composizione del paniere. Alcuni prodotti hanno infatti registrato aumenti molto più marcati: le fragole segnano un rincaro del 48%, i limoni del 37% e le arance del 31%. Dati che evidenziano come l’inflazione non colpisca in modo uniforme tutte le categorie alimentari.

La composizione del carrello, inoltre, può cambiare sensibilmente la percezione dell’aumento dei prezzi. Le famiglie acquistano prodotti diversi in base alla stagione, alle abitudini e alle disponibilità economiche, mentre il peso dei beni freschi può rendere la spesa particolarmente esposta alle oscillazioni dei prezzi.

Il carrello continua a pesare sulle famiglie

Il fenomeno non nasce soltanto negli ultimi mesi. Già nella prima parte del 2026 l’Istat aveva rilevato una crescita del cosiddetto “carrello della spesa”, che comprende beni alimentari e prodotti per la cura della casa e della persona. A maggio l’aumento su base annua era pari al 2,3%, confermando una dinamica superiore a quella percepita spesso attraverso l’indice generale dell’inflazione.

Il dato dei cinque anni offre però una prospettiva più ampia. L’inflazione può rallentare rispetto ai picchi registrati in passato, ma questo non significa che i prezzi tornino automaticamente ai livelli precedenti. Un rallentamento della crescita indica semplicemente che gli aumenti procedono a un ritmo meno rapido.

È proprio questo uno degli aspetti più rilevanti per i consumatori: dopo anni di rincari, il livello dei prezzi resta elevato. Il passaggio da 100 a 129,5 euro per acquistare lo stesso paniere rappresenta così una fotografia immediata della perdita di potere d’acquisto accumulata nel tempo.

Per molte famiglie, la sfida quotidiana resta quindi quella di conciliare qualità e quantità della spesa con budget sempre più rigidi. E mentre l’inflazione generale può rallentare, il conto alla cassa continua a ricordare quanto gli ultimi cinque anni abbiano cambiato il costo della vita.

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