L’estate 2026 porta con sé un nuovo caro-vacanze. Trascorrere qualche giorno al mare, visitare una città d’arte o semplicemente concedersi una cena fuori costa più dello scorso anno, con diversi servizi turistici che registrano aumenti superiori all’inflazione generale. Secondo i dati Istat di luglio, l’inflazione si è attestata al 2,9%, mentre alcune delle principali voci legate alle vacanze hanno registrato rincari decisamente più elevati.
Il fenomeno nasce a partire dalle spiagge, dove il conto per ombrellone e lettino continua a salire. A luglio i prezzi degli stabilimenti balneari sono aumentati del 12,6% rispetto allo stesso mese del 2025, confermando una tendenza già emersa nei mesi precedenti. Anche alberghi, pensioni e ristoranti hanno registrato aumenti superiori alla media dell’inflazione.
I settori coinvolti
Il caro-vacanze 2026 non riguarda però soltanto la classica vacanza al mare. Anche chi sceglie una soluzione più semplice deve fare i conti con prezzi più elevati per alcuni prodotti alimentari. Il costo di orate e branzini, per esempio, è cresciuto del 3,5%, mentre il limone supera l’11% di aumento. Nel complesso, gli alimentari hanno invece registrato una crescita media dell’1,3%.
Secondo l’Istat, anche le vacanze culturali diventano più costose. Per raggiungere le città d’arte i trasporti costano mediamente il 4,3% in più, mentre musei e attrazioni fanno segnare un aumento del 5%. Superano il 10% anche i rincari per alcune attività sportive e per i campeggi.
Non tutto, tuttavia, aumenta. Il dato più sorprendente riguarda i voli internazionali: mentre i biglietti sulle tratte nazionali sono rincarati del 6,2%, quelli intercontinentali risultano quasi il 12% più economici rispetto a luglio 2025. Un andamento collegato anche alla minore domanda di viaggi verso destinazioni lontane e alle conseguenze della crisi di Hormuz.
A preoccupare sono soprattutto gli effetti sulle famiglie. Secondo le elaborazioni dell’Unione Nazionale Consumatori, una coppia con due figli potrebbe spendere 252 euro in più per i trasporti e altri 115 euro per ristorazione e alloggi rispetto alla scorsa estate.
Il risultato è un’estate in cui partire resta possibile, ma richiede una maggiore attenzione al budget: confrontare le tariffe, scegliere periodi meno costosi e valutare destinazioni alternative diventano strategie sempre più importanti per contenere il conto finale.
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