Caltagirone, Lovaglio e Milleri indagati per la scalata a Mediobanca

L’inchiesta della Procura coinvolge anche Mps, Delfin e il gruppo Caltagirone: ipotesi di manipolazione e ostacolo alla vigilanza

Da sinistra, Francesco Gaetano Caltagirone, Luigi Lovaglio e Francesco Milleri© Getty Images (2)

La Procura di Milano ha iscritto nel registro degli indagati Francesco Gaetano Caltagirone, Francesco Milleri e Luigi Lovaglio per il loro ruolo nella scalata di Mps a Mediobanca, conclusa lo scorso settembre con l’adesione all’offerta pubblica per l’86,3% del capitale. Secondo quanto riportato oggi dai quotidiani Il Sole 24 Ore, la Repubblica e il Corriere della Sera, le ipotesi di reato formulate dalla Procura sono manipolazione del mercato e ostacolo all’attività delle autorità di vigilanza, tra cui Consob, Bce e Ivass.

Oltre alle persone fisiche, risultano indagate come persone giuridiche anche Mps, Delfin e il Gruppo Caltagirone, in base al regime di responsabilità amministrativa previsto dal decreto legislativo 231 del 2001.

Le accuse della Procura di Milano

Come riporta oggi la Repubblica, l’indagine milanese punta ad accertare l’esistenza di un accordo non dichiarato tra gli indagati per agire in modo coordinato, violando le regole di trasparenza previste per le operazioni di acquisizione. Secondo la ricostruzione, l’obiettivo sarebbe stato quello di rafforzare la posizione degli azionisti privati su Mediobanca e, indirettamente, su Generali, aggirando l’obbligo di comunicazione alle autorità competenti.

Le contestazioni si basano anche su una serie di acquisizioni societarie e passaggi chiave, tra cui l’Accelerated Book Building del 13 novembre 2024. In quella data, il Ministero dell’Economia ha venduto il 15% di Mps, collocato tra gli altri a Delfin, Caltagirone, Banco Bpm e Anima, per un controvalore di circa 1,1 miliardi di euro. Secondo Il Sole 24 Ore, questa operazione, pur formalmente regolare, è ora oggetto di accertamenti da parte dei magistrati per verificare eventuali anomalie nei tempi e nei destinatari.

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Le reazioni

Banca Monte dei Paschi di Siena (Mps) ha confermato di aver ricevuto la notifica di un decreto di perquisizione da parte della Procura di Milano e un avviso di garanzia all’amministratore delegato Luigi Lovaglio, in relazione alle ipotesi di ostacolo alle funzioni di vigilanza e manipolazione di mercato. La banca ha dichiarato di essere “confidente di poter fornire tutti gli elementi a chiarimento della correttezza del proprio operato” e ha confermato “piena fiducia nelle Autorità competenti” oltre alla completa collaborazione.

Come riportato anche dal Corriere della Sera, Delfin ha ribadito la totale estraneità dei propri membri ai fatti contestati, esprimendo la convinzione che l’indagine dimostrerà l’infondatezza delle accuse. Anche il Gruppo Caltagirone ha sottolineato di aver agito nel pieno rispetto delle regole e in modo trasparente nei confronti delle autorità di vigilanza.

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Sebbene l’inchiesta sia in fase preliminare, il suo sviluppo potrebbe influenzare gli equilibri nel sistema finanziario italiano. Tuttavia, anche in caso di accertamento del “concerto”, l’offerta pubblica già perfezionata da Mps su Mediobanca risulterebbe giuridicamente irreversibile, non essendo previste sanzioni retroattive sull’Ops conclusa.

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