Benzina e diesel, sconti confermati in Italia fino al 3 luglio

Il governo proroga il taglio delle accise sui carburanti. Per il gasolio il beneficio scende da 10 a 5 centesimi, allineandosi alla benzina

Benzina e diesel, sconti confermati in Italia fino al 3 luglio© Getty Images

Il governo ha prorogato fino al 3 luglio 2026 il taglio delle accise sui carburanti, mantenendo gli sconti a 5 centesimi al litro sulla benzina e riducendo da 10 a 5 centesimi quelli sul gasolio. La misura rientra negli interventi adottati per contenere gli effetti della crisi energetica e dell’aumento dei prezzi del petrolio.

Il decreto del Ministero dell’Economia e delle Finanze, pubblicato in Gazzetta Ufficiale, ridetermina le aliquote di accisa su diversi prodotti energetici utilizzati come carburanti.

Accise carburanti, cosa cambia fino al 3 luglio

La proroga rappresenta il quinto intervento adottato per contenere i prezzi dei carburanti. La novità principale riguarda il diesel, per il quale lo sconto viene ulteriormente ridotto fino ad allinearsi a quello della benzina. La copertura dell’intervento, pari a 149,4 milioni di euro, deriva dal maggior gettito Iva registrato a maggio grazie all’aumento delle quotazioni internazionali del petrolio. Complessivamente, le risorse impiegate dal governo per sostenere il mercato dei carburanti ammontano a circa 1,8 miliardi di euro.

Prezzi alla pompa ancora sotto i 2 euro

L’intervento arriva in una fase in cui i prezzi dei carburanti stanno mostrando segnali di lieve riduzione. Secondo il monitoraggio del Mimit, il prezzo medio nazionale in modalità self service si attesta a 1,921 euro al litro per la benzina e a 1,980 euro al litro per il gasolio. Sulla rete autostradale, invece, i valori medi sono pari a 2,020 euro al litro per la benzina e 2,072 euro al litro per il gasolio.

Il ministro delle Imprese e del Made in Italy Adolfo Urso ha sottolineato che i prezzi dei carburanti sono in discesa sotto la soglia dei 2 euro e che il governo intende proseguire con una politica improntata alla responsabilità e alla cautela per limitare l’impatto su famiglie, lavoratori, imprese e inflazione.

Sul mercato internazionale, diverse dinamiche stanno contribuendo a mantenere il prezzo del greggio sotto i 100 dollari al barile. Tra queste figurano l’aumento delle esportazioni dagli Stati Uniti, il rallentamento della domanda cinese e il mantenimento di un flusso, seppur limitato, di petrolio attraverso lo stretto di Hormuz.

Resta tuttavia alta l’attenzione sull’evoluzione delle forniture globali. Le scorte mondiali si stanno riducendo rapidamente e il mercato appare più esposto a eventuali nuove interruzioni che potrebbero tradursi in ulteriori aumenti dei prezzi.

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