Nelle ultime settimane è tornato in primo piano il tema delle assicurazioni contro i rischi catastrofali, con l’attenzione in particolare sulle possibili novità che riguarderebbero anche le case private in Italia. La possibilità di estendere l’obbligo di copertura è al centro di un acceso dibattito politico ed economico nel nostro Paese.
Assicurazioni catastrofali: il quadro normativo attuale
In base alla Legge di Bilancio 2024, già oggi tutte le imprese con sede legale o stabile organizzazione in Italia devono stipulare assicurazioni contro i danni causati da eventi catastrofali come terremoti, alluvioni, frane, inondazioni ed esondazioni. Il decreto attuativo n. 18/2025 ha definito i dettagli tecnici e operativi dell’obbligo, comprese modalità di copertura e criteri di calcolo del rischio.
L’obbligo non riguarda al momento i privati cittadini in quanto tali, ma solo soggetti iscritti al Registro delle Imprese. Gli enti del Terzo Settore, per esempio, sono tenuti alla stipula della polizza soltanto se iscritti al registro delle imprese, mentre altri enti non commerciali ne sono esclusi.
Scadenze e proroghe da rispettare
L’entrata in vigore dell’obbligo è stata frazionata in base alle dimensioni dell’impresa. Quelle grandi dovevano mettersi in regola a partire dal marzo 2025; le medie dal 1° ottobre 2025. La scadenza per le micro e piccole imprese – inizialmente prevista il 31 dicembre 2025 – ha subito una proroga al 31 marzo 2026 per settori come turismo, somministrazione e pesca. Il mancato adeguamento può comportare limitazioni nell’accesso a contributi pubblici e agevolazioni finanziarie, oltre a potenziali sanzioni.
L’attuale normativa sulle assicurazioni catastrofali non impone ancora l’obbligo per le case private. La copertura obbligatoria riguarda esclusivamente i beni aziendali e le loro immobilizzazioni. Tuttavia, l’aumento della frequenza e della intensità degli eventi naturali legati al cambiamento climatico ha rilanciato il dibattito politico sulla necessità di una possibile estensione del vincolo assicurativo ai proprietari di immobili residenziali.
Se dovesse concretizzarsi, potrebbe rappresentare un mutamento epocale per i proprietari di casa, con forti implicazioni sui costi di gestione e sulla prevenzione dei rischi naturali. Per ora, però, rimane un tema in discussione e non ancora previsto dalla legge.
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