Assegno unico 2027, importi e Isee verso l’aumento

La rivalutazione annuale aggiornerà la misura in base all’inflazione: attesi nuovi valori per famiglie e soglie economiche

Assegno unico 2027, importi e Isee verso l’aumento© Shutterstock

L’Assegno unico e universale è destinato a cambiare nuovamente nel 2027 per effetto della rivalutazione annuale degli importi e delle soglie Isee. Il meccanismo, previsto dalla normativa, adegua infatti la prestazione all’andamento dell’inflazione, modificando sia l’importo riconosciuto alle famiglie sia i limiti economici utilizzati per stabilire la quota spettante.

Per il 2026 l’Inps ha applicato una rivalutazione dell’1,4%, aggiornando contemporaneamente gli importi dell’Assegno unico e le relative soglie Isee. Gli adeguamenti sono entrati in vigore da gennaio, con gli importi aggiornati erogati a partire dai pagamenti successivi.

Come funziona l’Assegno unico

L’assegno unico, e questo non cambia nel 2027, spetta per ogni figlio minorenne a carico e, in determinate condizioni, fino al compimento dei 21 anni. Per i figli con disabilità non è previsto un limite di età. L’importo dipende principalmente dalla situazione economica del nucleo familiare, misurata attraverso l’Isee, oltre che dall’età e dalle caratteristiche dei figli e dalla composizione della famiglia.

Nel 2026 l’importo base per ciascun figlio minore varia da circa 58 euro, riconosciuti in assenza di Isee o con un importo pari o superiore alla soglia massima, fino a circa 204 euro per le famiglie nella fascia più bassa. Considerando anche le maggiorazioni previste dalla normativa, l’importo medio per figlio a giugno 2026 è stato di circa 175 euro.

Quanto potrebbe aumentare nel 2027

L’entità precisa della rivalutazione per l’anno prossimo non è ancora definitiva. Il valore sarà determinato sulla base dell’inflazione di riferimento e verrà ufficializzato dall’Inps. Il meccanismo, però, è già stabilito. Se l’inflazione aumenta, vengono aggiornati anche gli importi dell’Assegno unico e le soglie Isee. Questo significa che una famiglia potrebbe beneficiare di un assegno nominalmente più alto anche senza cambiare fascia reddituale.

L’adeguamento delle soglie è particolarmente importante perché consente di evitare che l’aumento dei prezzi faccia automaticamente scivolare le famiglie verso fasce Isee meno favorevoli. In altre parole, la rivalutazione non riguarda soltanto quanto viene versato, ma anche i parametri utilizzati per determinare chi può ricevere gli importi più elevati.

Attenzione al nuovo Isee

Un elemento importante per il calcolo dell’Assegno unico 2027 è rappresentato dal nuovo Isee per le prestazioni familiari e per l’inclusione, introdotto nel 2026. L’Istituto di prevvidenza ha spiegato che, a partire da marzo 2026, l’Auu viene calcolato sulla base del nuovo indicatore.

La riforma ha previsto, tra le altre cose, franchigie più elevate per l’abitazione principale e condizioni più favorevoli nel calcolo della situazione economica per le famiglie con figli. La franchigia sulla casa sale a 91.500 euro per la generalità dei nuclei e a 120.000 euro per quelli residenti nei Comuni capoluogo delle città metropolitane, con ulteriori incrementi per i figli conviventi successivi al primo.  Questo elemento potrebbe quindi incidere anche sull’importo effettivamente riconosciuto alle famiglie nel 2027, insieme alla rivalutazione annuale.

La misura interessa una platea molto ampia. Secondo l’ultimo Osservatorio Inps, nei primi sei mesi del 2026 sono stati raggiunti 6,1 milioni di nuclei familiari, per complessivi 9,6 milioni di figli. Nello stesso periodo sono stati erogati 9,9 miliardi di euro.

Resta sempre aggiornato con il nuovo canale Whatsapp di Business People
© Riproduzione riservata