Da partner strategici nella corsa all’intelligenza artificiale ad avversari in tribunale. Apple ha fatto causa a OpenAI presso la Corte distrettuale della California settentrionale, accusando la società guidata da Sam Altman di essersi appropriata illecitamente di segreti industriali attraverso l’assunzione di ex dipendenti della casa di Cupertino.
La causa segna una svolta nei rapporti tra le due aziende. Solo nel giugno 2024 Apple aveva annunciato l’integrazione di ChatGpt all’interno di Siri e delle funzionalità di Apple Intelligence, presentando OpenAI come uno dei partner chiave della propria strategia sull’intelligenza artificiale. Oggi, invece, lo scontro si è trasferito nelle aule di tribunale.
Le accuse di Apple
Secondo quanto riportato nella denuncia, al centro della causa di Apple a OpenAI ci sono due ex dipendenti dell’azienda fondata da Steve Jobs. Si tratta di Tang Tan, per 24 anni figura di primo piano nello sviluppo di iPhone e Apple Watch e oggi responsabile hardware di OpenAI, e l’ingegnere Chang Liu.
Apple sostiene che il primo avrebbe inviato alla propria casella di posta elettronica documenti riservati riguardanti fornitori, catena di approvvigionamento e processi produttivi poco prima di lasciare l’azienda. Chang Liu, invece, sarebbe riuscito ad accedere ai sistemi informatici interni sfruttando un’anomalia del sistema di autenticazione, scaricando file tecnici contenenti informazioni sui circuiti elettronici e sui processi di produzione dei dispositivi Apple. La società guidata da Tim Cook sostiene inoltre che alcuni dipendenti prossimi alle dimissioni sarebbero stati istruiti su come evitare i controlli dei sistemi di sicurezza aziendali durante la fase di uscita.
Oltre 400 ex dipendenti Apple in OpenAI
Uno degli aspetti più rilevanti evidenziati nella causa riguarda il numero di ex dipendenti Apple oggi impiegati da OpenAI. Secondo Cupertino sarebbero oltre 400 tra ingegneri, progettisti e specialisti con una conoscenza approfondita dei prodotti, della filiera produttiva e dei rapporti con i fornitori.
Particolarmente significativa è stata anche l’acquisizione della startup IO, fondata dal celebre designer Jony Ive dopo il suo addio ad Apple e acquistata da OpenAI per circa 6,5 miliardi di dollari. L’operazione avrebbe portato nella società di Altman oltre cinquanta professionisti con una lunga esperienza maturata a Cupertino.
Apple accusa inoltre la società di Altman di aver utilizzato i colloqui di lavoro come strumento per raccogliere informazioni riservate, invitando alcuni candidati a presentarsi con prototipi, componenti hardware, file CAD e altra documentazione tecnica. La startup avrebbe inoltre contattato fornitori storici di Apple per ottenere dettagli su batterie, componenti elettronici, sistemi di alimentazione e tecniche di lavorazione.
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