Apple ha chiesto alla Commissione Europea di rivedere la Legge sui Mercati Digitali (Dma) del 2022, sostenendo che questa normativa “sta ostacolando le sue operazioni all’interno dell’UE”.
La compagnia afferma che l’applicazione della Dma sta causando ritardi nel lancio di funzionalità come la traduzione simultanea negli AirPods, il controllo remoto dell’iPhone da un Mac o la personalizzazione della propria app Mappe.
Secondo Apple, la normativa impone la compatibilità con dispositivi di terze parti, complicando così la progettazione di nuovi prodotti e aumentando i rischi tecnici.
Nel documento presentato a Bruxelles, Apple dichiara che “la Dma ci obbliga ad apportare alcuni cambiamenti preoccupanti nel modo in cui progettiamo e offriamo i prodotti Apple ai nostri utenti in Europa”.
Inoltre, sottolinea che questa legge espone i propri utenti a nuovi rischi, consentendo il download di applicazioni o sistemi di pagamento alternativi che potrebbero non rispettare i suoi standard di sicurezza.
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La risposta alle richieste di Apple
Dalla Commissione Europea, la richiesta è stata definita un “documento di pressione”. Il portavoce incaricato della Sovranità Tecnologica, Thomas Regnier, ha suggerito che il contenuto riflette critiche a ogni aspetto della Dma sin dalla sua entrata in vigore.
Apple non è la sola ad aver espresso riserve su questa normativa: anche esperti e altre aziende tecnologiche avvertono che alcune richieste potrebbero frenare l’innovazione e aumentare la complessità normativa.
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