Antitrust indaga su Booking.com: istruttoria sui “Partner Preferiti”

L’Autorità avvia un’istruttoria sui criteri di visibilità delle strutture; Booking replica e si dice pronta a collaborare nel rispetto delle norme

Antitrust indaga su Booking.com: istruttoria sui “Partner Preferiti”© Shutterstock

L’Autorità Garante della Concorrenza e del Mercato (Agcm) ha avviato un’istruttoria nei confronti di Booking.com B.V., Booking.com International B.V. e Booking.com (Italia) S.r.l. per possibili pratiche commerciali scorrette. Al centro dell’indagine ci sono i programmi “Partner Preferiti” e “Partner Preferiti Plus”, attraverso i quali la piattaforma promuove alcune strutture ricettive.

Secondo quanto emerge dalla nota dell’antitrust italiana, le strutture aderenti a questi programmi verrebbero presentate come selezionate in base alla qualità del servizio e al rapporto qualità-prezzo. Tuttavia, i requisiti di accesso non sembrerebbero garantire tali caratteristiche.

Come funzionano i “Partner Preferiti”

L’Antitrust contesta il fatto che Booking.com attribuirebbe a queste strutture un migliore posizionamento nei risultati di ricerca, accompagnato da elementi grafici più evidenti e da claim che ne enfatizzano la qualità e la convenienza. Questo avverrebbe nonostante i criteri di ammissione ai programmi non siano considerati idonei a sostenere tali vantaggi.

In particolare, la selezione delle strutture sembrerebbe basarsi soprattutto su parametri economici. L’Antitrust evidenzia infatti che verrebbero privilegiate quelle che riconoscono commissioni più elevate alla piattaforma, piuttosto che quelle con migliori caratteristiche qualitative.

La posizione di Booking.com

Le modalità di presentazione e i messaggi promozionali utilizzati potrebbero avere un impatto diretto sulle scelte degli utenti. Il rischio evidenziato è che i consumatori vengano indotti a ritenere queste strutture migliori, a parità di condizioni, rispetto a quelle non aderenti ai programmi.

Una percezione che potrebbe tradursi anche in decisioni economicamente svantaggiose, portando gli utenti a selezionare strutture mediamente più costose.

Nel frattempo, la società ha replicato dichiarandosi pronta a collaborare con l’Autorità e sostenendo di aver operato nel rispetto delle norme a tutela dei consumatori. L’attività istruttoria ha già visto un primo passo operativo: i funzionari dell’Autorità hanno effettuato ispezioni presso la sede italiana di Booking.com, con il supporto del Nucleo Speciale Antitrust della Guardia di Finanza.

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