Anthropic porta al pubblico Fable 5, l’erede di Mythos

Dopo una fase riservata a governi e grandi aziende, il nuovo modello apre agli utenti mantenendo rigidi controlli

Accenture e Anthropic spingono l’AI nelle aziende con Claude© Shutterstock

Anthropic ha compiuto uno dei passi più significativi dell’anno nel settore dell’intelligenza artificiale annunciando il lancio di Claude Fable 5, il primo modello della nuova famiglia Mythos reso disponibile al grande pubblico. La decisione segna una svolta importante per l’azienda statunitense, che fino a poche settimane fa aveva limitato l’accesso a questa tecnologia a un ristretto numero di organizzazioni governative, aziende strategiche ed esperti di cybersicurezza.

La novità non riguarda soltanto le prestazioni del modello, ma soprattutto il delicato equilibrio tra innovazione e sicurezza. Fable 5 nasce infatti dalla stessa architettura di Claude Mythos 5, considerato da molti osservatori uno dei sistemi di intelligenza artificiale più avanzati mai sviluppati, ma viene distribuito con una serie di controlli progettati per impedirne l’utilizzo in contesti potenzialmente pericolosi.

Un salto nelle capacità dell’intelligenza artificiale

Secondo Anthropic, Claude Fable 5 supera tutti i modelli precedentemente resi disponibili dall’azienda in attività come sviluppo software, ricerca scientifica, elaborazione di informazioni complesse e analisi avanzata dei dati. I test interni mostrano risultati particolarmente rilevanti nelle attività di lunga durata, dove il modello riesce a mantenere coerenza e capacità di ragionamento per periodi significativamente più estesi rispetto alle generazioni precedenti.

Tra i benchmark citati dall’azienda figura SWE-Bench Pro, uno dei principali test utilizzati per valutare le capacità di programmazione autonoma dei sistemi di AI. In questo ambito Fable 5 avrebbe ottenuto risultati superiori sia ai precedenti modelli Claude sia a numerosi concorrenti presenti sul mercato.

Anthropic apre a Milano e accelera verso la maxi Ipo

Anthropic e preoccupazioni sulla cybersicurezza

Proprio le capacità avanzate del modello hanno però generato forti preoccupazioni nei mesi scorsi. La versione originale Mythos era stata inizialmente distribuita soltanto attraverso il programma Project Glasswing, un’iniziativa che coinvolge aziende tecnologiche, istituzioni e operatori delle infrastrutture critiche. Tra i partner figurano grandi gruppi come Amazon, Apple, Google, Microsoft, Nvidia e JPMorgan Chase.

Secondo Anthropic, alcuni test avevano evidenziato capacità particolarmente avanzate nell’individuazione di vulnerabilità informatiche e nella comprensione di sistemi complessi. Per questo motivo l’azienda ha scelto di non distribuire direttamente la versione completa del modello al pubblico.

L’azienda ha scelto di creare una versione “protetta” del modello. Quando un utente pone domande considerate ad alto rischio, ad esempio in ambiti come cybersicurezza offensiva, biologia avanzata o chimica, il sistema trasferisce automaticamente la richiesta a Claude Opus 4.8, un modello meno potente ma ritenuto più sicuro. Anthropic afferma che questi meccanismi di protezione si attivano in meno del 5% delle conversazioni.

Una scelta che riapre il dibattito sull’AI

Il lancio di Fable 5 arriva inoltre in un momento particolare. Solo pochi giorni prima, Anthropic aveva invitato i principali laboratori di intelligenza artificiale a valutare forme di coordinamento internazionale per rallentare lo sviluppo dei modelli più avanzati, sostenendo che la tecnologia potrebbe presto raggiungere livelli di autonomia senza precedenti.

La decisione di rendere pubblica la propria AI più potente evidenzia quindi una delle principali contraddizioni che attraversano oggi il settore: da un lato la necessità di innovare rapidamente per restare competitivi, dall’altro la crescente consapevolezza dei rischi associati a sistemi sempre più capaci.

Con Claude Fable 5, Anthropic tenta di percorrere una strada intermedia. L’obiettivo è offrire agli utenti l’accesso a strumenti di nuova generazione senza rinunciare ai controlli necessari per limitarne gli utilizzi più pericolosi. Una sfida che probabilmente accompagnerà l’intera industria dell’intelligenza artificiale nei prossimi anni.

Resta sempre aggiornato con il nuovo canale Whatsapp di Business People
© Riproduzione riservata