Amazon pagherà 2,5 miliardi di dollari per chiudere un procedimento negli Stati Uniti, avviato dalla Federal Trade Commission (Ftc) americana, che accusava il colosso dell’e-commerce di aver indotto con l’inganno milioni di utenti a iscriversi al servizio Prime e di aver reso deliberatamente complessa la procedura di cancellazione dell’abbonamento.
L’intesa prevede che 1 miliardo di dollari venga versato come sanzione civile, la più alta mai imposta dalla Ftc, mentre 1,5 miliardi di dollari saranno destinati a risarcire i consumatori che si sono trovati iscritti involontariamente a Prime o che hanno incontrato ostacoli nel tentativo di disdire il servizio.
Secondo l’agenzia, il meccanismo di cancellazione previsto da Amazon costringeva l’utente a passare attraverso fino a cinque schermate nella versione web e sei sull’app mobile, rendendo il processo macchinoso e poco trasparente.
L’origine della causa
La causa era stata intentata dalla Ftc nel giugno 2023, durante l’amministrazione Biden, e coinvolgeva anche tre dirigenti di Amazon, tra cui Neil Lindsay e Jamil Ghani, che, secondo quanto riportato, non potranno più ricorrere a pratiche simili in futuro. L’agenzia aveva contestato ad Amazon di aver “manipolato” i consumatori per spingerli a sottoscrivere l’abbonamento a Prime, servizio che negli Stati Uniti costa 139 dollari l’anno e che offre vantaggi come spedizioni rapide gratuite e accesso a contenuti multimediali.
Una strategia per voltare pagina
Con questo accordo, Amazon mira a porre fine a una delle azioni legali più significative contro il suo modello di business negli Stati Uniti e a rafforzare la fiducia dei consumatori, dichiarando la volontà di adottare maggior trasparenza nelle proprie pratiche commerciali.
Parallelamente, l’azienda ha deciso di chiudere 15 dei 19 supermercati Amazon Fresh aperti nel Regno Unito negli ultimi cinque anni, a causa dello scarso riscontro da parte della clientela e della concorrenza con il servizio di consegna a domicilio. I punti vendita fisici, concepiti per il ritiro in sede dei prodotti ordinati online, verranno in parte riconvertiti in negozi bio, ampliando così la rete costruita attorno al marchio Whole Foods Market.
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