AI agentica: la corsa tra innovazione, rischi e controllo

L'AI agentica nel 2026: quali sono gli scenari evolutivi per finanza e affari?© Shutterstock

L’intelligenza artificiale sta entrando in una nuova fase. Non si limita più a rispondere alle richieste, ma può pianificare attività, utilizzare strumenti digitali e portare a termine operazioni con un intervento umano ridotto. È l’AI agentica, la tecnologia al centro di una competizione sempre più intensa tra i principali colossi del settore.

Meta sarebbe pronta a presentare Hatch, una piattaforma dedicata agli agenti di intelligenza artificiale, sfidando soluzioni sviluppate da Anthropic, Google, Microsoft e OpenAI. L’obiettivo è trasformare l’AI da semplice assistente a software capace di agire autonomamente, anche mentre l’utente non è davanti al dispositivo.

Le difficoltà da non sottovalutare

Il salto tecnologico dell’AI agentica porta però con sé rischi inediti. Un agente può infatti avere accesso a email, calendario, file e sistemi di pagamento. Se configurato male o compromesso, potrebbe compiere azioni indesiderate su larga scala. Secondo un’analisi Ansa,è necessario non prendere sottogamba i casi di cancellazione di appuntamenti e dati, mentre l’attenzione degli esperti di sicurezza si concentra anche sulla possibilità che i criminali informatici prendano il controllo degli agenti per sottrarre informazioni sensibili.

Il problema non è soltanto tecnico. L’autonomia introduce una domanda fondamentale. Chi è responsabile quando un agente commette un errore? L’Unione europea considera gli agenti all’interno del quadro dell’AI Act, anche se il termine non identifica una categoria giuridica autonoma. Dal 2 agosto 2026 sono inoltre applicabili specifici obblighi di trasparenza previsti dal regolamento.

Qual è la soluzione

La sfida, quindi, non consiste semplicemente nel rendere gli agenti più autonomi, ma nel costruire sistemi verificabili, tracciabili e governabili. Anche l’Ibm sottolinea che l’AI agentica introduce rischi di sicurezza ulteriori rispetto ai tradizionali chatbot e modelli linguistici.

La corsa all’agente digitale è ormai iniziata. Ma il vero traguardo non sarà eliminare l’uomo dal processo: sarà stabilire fino a dove una macchina può agire da sola e dove debba necessariamente fermarsi e chiedere conferma.

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