Un foglio bianco, scritto a mano da Gianni Agnelli quasi trent’anni fa, potrebbe valere miliardi. È stato trovato durante una perquisizione della Guardia di Finanza e ora, come riportato da diversi quotidiani di oggi, è finito sul tavolo del Tribunale civile di Torino, dove si combatte da anni la causa intentata da Margherita Agnelli contro i figli John, Lapo e Ginevra Elkann.
Il documento, un testamento olografo datato 20 gennaio 1998, è stato depositato in copia fotostatica dai legali di Margherita, gli avvocati Dario Trevisan e Valeria Proli. Contiene una disposizione apparentemente inedita: l’Avvocato intendeva destinare “a mio figlio Edoardo la mia partecipazione nella società semplice Dicembre, pari all’incirca al 25%”, modificando così precedenti decisioni, tra cui quella contenuta nella cosiddetta “lettera di Monaco” del 1996, in cui era indicato il nipote John come beneficiario.
Il ruolo della società Dicembre e lo scontro tra eredi
Il documento, mai revocato né modificato neppure dalle disposizioni successive del 20 aprile 1999, sarebbe stato ignorato e nascosto per anni. Per la difesa, si tratterebbe della prova che Edoardo Agnelli – scomparso nel 2000 – fosse il vero destinatario della quota dell’impero familiare, e che, in sua assenza, i diritti sarebbero dovuti passare a Margherita e a Marella Caracciolo, madre di Edoardo.
Il cuore del contenzioso è la società Dicembre, la cassaforte attraverso cui la dinastia Agnelli controlla Exor, e quindi la galassia che include Stellantis, Ferrari e Juventus. Secondo i legali di Margherita, se il testamento fosse valido, ne deriverebbe una radicale revisione dell’assetto proprietario.
La posizione dei fratelli Elkann
Completamente opposta la posizione della difesa Elkann: il documento è “superato dagli eventi”, spiegano i legali, sottolineando che al momento della morte dell’Avvocato nel 2003, Edoardo era già deceduto. Le quote nella Dicembre sono così passate alla moglie Marella e a Margherita stessa, che nel 2004 ha firmato un accordo transattivo con cui è uscita definitivamente dal capitale della holding.
A distanza di oltre vent’anni dalla scomparsa di Gianni Agnelli, osservano ancora i difensori dei fratelli Elkann, “qualsiasi pretesa di terzi sul patrimonio risulta comunque estinta”.
Uno scontro familiare senza fine
Il nuovo documento non ha valore notarile, non è autenticato, ed è stato presentato solo ora nell’ambito del giudizio civile. Per i legali degli Elkann si tratta di un’iniziativa che punta più a generare confusione mediatica che a modificare l’assetto ereditario consolidato.
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Una foto di Gianni AgnelliPhoto by Franco Origlia/Getty Images




