Addio ad Alex Zanardi, il campione delle tre vite

Scomparso a 59 anni dopo anni segnati dall’incidente del 2020, lascia un’eredità che va oltre lo sport. E parole che continuano a ispirare

Addio ad Alex Zanardi, il campione delle tre vite© Shutterstock

Alex Zanardi è morto all’età di 59 anni, dopo un lungo periodo segnato dalle conseguenze dell’incidente del 19 giugno 2020. La famiglia ha comunicato che si è spento «serenamente» la sera del primo maggio. Se ne va una delle figure più riconosciute dello sport italiano, capace di attraversare tre vite diverse e lasciare un segno profondo in ciascuna.

Dalla Formula 1 alla rinascita dopo il drammatico incidente del 2001, fino ai trionfi nella handbike con quattro ori paralimpici e 12 titoli mondiali, Zanardi aveva costruito un percorso unico, diventando simbolo di resilienza e determinazione.

L’ultimo saluto si terrà a Padova, dove migliaia di persone sono attese per i funerali nella basilica di Santa Giustina. La partecipazione sarà tale che le autorità stanno valutando l’uso di maxischermi per permettere a tutti di seguire la cerimonia.

Negli ultimi anni, Zanardi aveva vissuto in una struttura sanitaria, assistito con discrezione assoluta, mentre le sue condizioni restavano complesse e segnate da un lungo percorso di cure e riabilitazione. Nonostante tutto, il suo esempio aveva continuato a rappresentare un punto di riferimento per molti.

La lezione senza tempo di Alex Zanardi

Più dei risultati sportivi, resta la sua visione della vita. «Io posso solo raccontare che quando accadono delle cose c’è sempre un modo per raddrizzare tutto e trasformare ciò che è accaduto in un’opportunità». Una filosofia che ha guidato ogni fase della sua esistenza.

Già nel 2012, in un’intervista a Business People, metteva al centro un principio chiaro: seguire la propria strada senza farsi ingabbiare dal ruolo di simbolo. «Io faccio quel che mi compete, seguo la mia strada», affermava, ridimensionando l’idea di essere un modello a tutti i costi.

In quella stessa conversazione emergeva anche un altro tratto distintivo: la ricerca dell’equilibrio. Zanardi parlava della necessità di lasciare spazio solo a ciò che conta davvero, scegliendo con consapevolezza dove investire energie e tempo.

Un’eredità che va oltre lo sport

Negli anni, Zanardi è diventato molto più di un campione. La sua storia ha attraversato il dolore, la rinascita e infine una lunga fase di silenzio, senza mai perdere la forza simbolica che lo ha reso unico. A restare, oggi, sono le sue imprese ma soprattutto le sue parole, capaci di mantenere intatto il loro valore anche fuori dal contesto sportivo. Un’eredità che continua a parlare a chiunque si trovi ad affrontare una sfida, grande o piccola.

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