Italia fantasma: viaggio nei borghi dimenticati

Itinerario tra borghi dimenticati e silenzi che raccontano il volto più segreto del nostro Paese

Esistono luoghi in Italia dove il tempo si è fermato. Paesi abbandonati per frane, alluvioni o sogni urbanistici falliti che oggi sopravvivono come scorci silenziosi di un passato che resiste. Dalla Basilicata alla Sardegna, ogni borgo fantasma custodisce una vicenda unica fatta di memorie, misteri e tentativi di rinascita, offrendo al visitatore un’esperienza che va oltre il semplice turismo.

Craco – Basilicata

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Antica città signorile e roccaforte di difesa a circa 60 km da Matera, in seguito a una violenta frana, tra il 1963 e il 1974, quasi tutta la popolazione fu trasferita a valle. Dopo un periodo difficile segnato da vandalismi e saccheggi, una “storia nuova” ha riacceso i riflettori sull’unicità di questo luogo. Oggi Craco Vecchia si offre come un paese sospeso nel tempo, che racconta con immutato fascino la storia di una comunità che, nei secoli, ha rivestito un ruolo prezioso nelle dinamiche sociali ed economiche della Basilicata del passato.

Consonno – Lombardia

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La storia di questo antico borgo in provincia di Lecco è un retaggio degli anni 60, quando l’imprenditore Mario Bagno lo acquistò per realizzare una improbabile città dei divertimenti. La vecchia Consonno fu demolita e al suo posto Bagno mise insieme un’accozzaglia di reperti e testimonianze che richiamavano tutti i luoghi del mondo e della storia. Ma dopo un successo effimero, nel 1976 una frana cadde sulla strada di accesso all’area isolandola e trasformandola in una “città fantasma”.

Toiano – Toscana

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Nota agli appassionati del true crime in quanto teatro dell’omicidio dellabella Elvira” del 1947, rimasto insoluto, questa frazione del Comune di Palaia (Pisa), iniziò a spopolarsi negli anni 60. Il suo fascino stregò anche il celebre fotografo Oliviero Toscani, da poco scomparso, che qualche anno fa gli dedicò un concorso fotografico.

Fumegai – Veneto

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Nato probabilmente come alpeggio stagionale, questo borgo in provincia di Belluno ha vissuto una prima fase di abbandono nel primo Dopoguerra. In seguito, durante l’epopea sessantottina, è stato eletto a luogo di residenza di una comunità di “figli dei fiori”, per poi spopolarsi nuovamente. Oggi si raggiunge solo a piedi, attraverso una bella camminata di circa 45 minuti.

Fabbriche di Careggine – Toscana

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Questa “Atlantide” italiana si formò a metà del 900 in seguito alla costruzione della diga che portò alla formazione del lago di Vagli, le cui acque si innalzarono al punto da sommergere quasi interamente il paese. Ormai il borgo riemerge solo quando la diga viene svuotata per manutenzione, cosa che è accaduta l’ultima volta nel 1994.

Roghudi Vecchio – Calabria

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Posto a un’altitudine di 527 metri, ha patito molto spesso nel corso dei secoli l’imperversare della natura. Nel 1971 e 1973 due violente alluvioni, che provocarono morti e dispersi, obbligarono gli abitanti ad abbandonare il paese, che così iniziò la sua nuova e affascinante esistenza di borgo fantasma, amato da visitatori in cerca di misteri e paesaggi naturali incontaminati.

Pentedattilo – Calabria

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Sulla rupe del Monte Calvario sorge questo borgo che nel 1783 fu gravemente distrutto da un terremoto. Ebbe così inizio il suo spopolamento. Nel 1980 fu, però, riscoperto grazie a volontari provenienti da tutta Europa, che diedero il via al suo recupero. Oggi nelle piccole case in pietra trovano spazio alloggi di ospitalità diffusa oltre che botteghe del legno, del vetro e della ceramica.

Poggioreale – Sicilia

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Distrutto dalla violenta scossa che nel ‘68 colpì la Valle del Belice, oggi Poggioreale è un paese fantasma che attira turisti da tutto il mondo, oltre a numerosi registi, che qui hanno deciso di ambientare scene delle proprie pellicole. Nel 2011, l’Associazione Poggioreale Antica ha lanciato un progetto di recupero, iniziando a raccogliere gli oggetti rimasti all’interno dei ruderi, ora conservati in un museo all’interno di Palazzo Agosta.

Celleno – Lazio

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Sorto vicino al lago di Bolsena, a metà strada tra Viterbo e Orvieto, nel corso dei secoli fu colpito da epidemie, frane e terremoti che portarono gli abitanti ad abbandonarlo. Famoso per la Festa delle Ciliegie, la sua costruzione più bella da visitare è Castello Orsini, circondato da un fossato e munito di un imponente fortilizio.

Gairo – Sardegna

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Situato in Ogliastra, nella Sardegna centro-orientale, e abbandonato dopo una terribile alluvione nel 1951, è ora considerato uno dei più grandi paesi fantasma della Sardegna. Attualmente il borgo rivive durante il carnevale tradizionale gairese chiamato Su Maimulu e la sua versione estiva Su Maimulu torna a casa, eventi cui partecipano maschere tradizionali e durante i quali si ripetono riti antichi.

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