Kering, al via l’Accademia per le Eccellenze italiane

Il progetto coinvolge sette scuole in sei regioni e oltre 40 percorsi formativi. Al centro sartoria, pelletteria, gioielleria e nuove tecnologie

Kering, al via l’Accademia per le Eccellenze italianeLuca de Meo, Ceo di Kering, e Sabrina Belli, presidente di Kering Italia, presentano l'Accademia per le Eccellenze

Parte ufficialmente l’Accademia per le Eccellenze di Kering, il progetto formativo costruito attorno al patrimonio artigianale italiano e alle competenze che alimentano la filiera del lusso. Il primo anno accademico parte con oltre 1.500 studenti, più di 40 percorsi formativi e sette scuole partner distribuite in sei Regioni italiane, con il coinvolgimento di oltre 400 maestri artigiani e professionisti.

Il programma mette insieme iniziative già sviluppate dalle Maison del Gruppo, tra cui Bottega Veneta, Brioni, Gucci, Pomellato e Kering Eyewear, e le collega in una rete nazionale che comprende Acof, Afol, Galdus, HModa Academy, ITS Cosmo, Istituto Modartech e Mita. Complessivamente sono previste circa 62 mila ore di formazione e oltre 22.400 ore di stage.

Kering punta sul saper fare italiano

Il cuore del progetto resta la trasmissione delle competenze manifatturiere che caratterizzano la produzione italiana del lusso. I percorsi riguardano abbigliamento, sartoria maschile, pelletteria e gioielleria, affiancati da moduli su tecnologia, intelligenza artificiale, nuovi materiali e sostenibilità. L’obiettivo è quindi aggiornare mestieri tradizionali senza separarne l’evoluzione tecnologica dalla componente artigianale.

È su questo equilibrio che insiste anche Luca de Meo, Ceo di Kering: «L’eccellenza non può essere semplicemente conservata: deve essere alimentata, messa alla prova e aperta a nuove idee». Per il manager, la formazione deve permettere ai giovani di «comprendere la forza del saper fare italiano» e accompagnarne l’evoluzione in un settore in trasformazione.

Dalla gioielleria al restauro tessile

L’italianità del progetto emerge anche dalla struttura delle attività. Alla Pomellato Virtuosi Jewelry Academy si affiancano il lavoro sul patrimonio del Gucci Archive e una nuova partnership con la Scuola di Restauro di Botticino per la conservazione dei tessuti. Tra i percorsi trovano spazio anche la lavorazione della pelle, dei filati e la tecnica di fiammatura del bambù utilizzata per la Gucci Bamboo 1947.

Cinque mesi dopo la presentazione al Gucci Archive di Firenze, l’Accademia diventa così una rete formativa operativa che collega Maison, scuole e territori con l’obiettivo di rendere più attrattivi questi mestieri per le nuove generazioni e assicurare continuità alle competenze che sostengono il lusso italiano.

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