Patek Philippe porta a Milano la sua mostra più grande

Dal 2 al 18 ottobre, Milano si prepara a ospitare la settima tappa dell’evento organizzato dalla Maison. Circa 500 segnatempo, capolavori storici, dimostrazioni dal vivo e creazioni in edizione limitata racconteranno quasi due secoli di eccellenza orologiera

Patek Philippe porta a Milano la sua mostra più grandeUno schizzo che anticipa l'allestimento della Watch Art Grand Exhibition di Milano

Ci sono eventi che vanno oltre la semplice esposizione di prodotti e diventano un racconto di cultura, tradizione e innovazione. È con questo spirito che Patek Philippe, l’ultima grande manifattura ginevrina indipendente a conduzione familiare, porta per la prima volta in Italia la propria Watch Art Grand Exhibition, scegliendo Milano come settima tappa di un percorso internazionale che negli ultimi 14 anni ha toccato Dubai, Monaco di Baviera, Londra, New York, Singapore e Tokyo.

Dal 2 al 18 ottobre 2026 il CityOval, nel cuore del quartiere CityLife, si trasformerà in un vero e proprio tempio dell’Alta Orologeria, ospitando la più grande esposizione mai realizzata dalla Maison. La scelta del capoluogo lombardo non è casuale. L’Italia rappresenta infatti uno dei mercati storici di Patek Philippe, un Paese dove il gusto per il bello, la cultura del progetto e la tradizione manifatturiera hanno dato vita a una comunità di collezionisti e appassionati capace di riconoscere il valore dell’artigianalità e dell’eccellenza tecnica. Una sensibilità che trova in Milano la sua naturale sintesi: città del design, della moda e dell’innovazione, ma anche luogo in cui creatività, industria e cultura del fare convivono da sempre.

La mostra si svilupperà su oltre 2.500 metri quadrati all’interno l’ex Palazzo delle Scintille, edificio storico completamente riqualificato e oggi simbolo della città che si rinnova. Sotto la sua imponente cupola alta trenta metri, il visitatore sarà accompagnato in un percorso immersivo concepito per raccontare non soltanto gli orologi, ma anche le persone, le competenze e la filosofia che rendono unica la Maison ginevrina. L’obiettivo è aprire le porte di un universo spesso percepito come esclusivo, avvicinando anche chi non ha mai avuto occasione di conoscere da vicino il mondo Patek Philippe e offrendo gli strumenti per comprendere la complessità, il rigore e la creatività che caratterizzano l’Alta Orologeria.

LE PRIME IMMAGINI DELLA MOSTRA

Il percorso espositivo accompagnerà i visitatori alla scoperta di alcuni dei luoghi più rappresentativi della Maison, dalla storica sede di Rue du Rhône alla manifattura di Plan-les-Ouates, fino al Patek Philippe Museum di Ginevra. Un itinerario coinvolgente che permetterà di comprendere più da vicino il lavoro svolto all’interno dell’azienda e di ripercorrere quasi due secoli di storia, mettendo in luce come tradizione, innovazione e trasmissione del sapere continuino a convivere in un’impresa che ha fatto dell’indipendenza uno dei propri tratti distintivi.

Saranno circa 500 i segnatempo esposti. Accanto all’intera collezione contemporanea, dalle referenze più iconiche alle grandi complicazioni, sarà possibile ammirare una selezione di esemplari provenienti dal Patek Philippe Museum. La Collezione Antica custodisce autentici capolavori dell’orologeria, dal XVI all’inizio del XIX secolo, mentre la Collezione Patek Philippe racconta l’evoluzione della Maison dalle origini fino ai giorni nostri. Il dialogo con le creazioni contemporanee offrirà una prospettiva unica sull’evoluzione tecnica, estetica e culturale dell’arte orologiera.

Grande attenzione sarà riservata anche ai Rare Handcrafts, una delle espressioni più raffinate del savoir-faire Patek Philippe. Smalto cloisonné, pittura miniata su smalto, incisione manuale, guillochage, micro-intarsio in legno e incastonatura delle pietre preziose saranno protagonisti non soltanto attraverso le opere finite, ma anche grazie alle dimostrazioni dal vivo degli artigiani della manifattura. Un’occasione rara per osservare da vicino lavorazioni che richiedono anni di esperienza e che continuano a essere tramandate secondo tecniche di altissimo livello.

L’esperienza proseguirà nelle aree dedicate ai movimenti meccanici e alle grandi complicazioni, dove i maestri orologiai illustreranno il funzionamento dei calibri progettati e realizzati internamente da Patek Philippe. Una nuova sezione dedicata alla produzione dei componenti e alla ricerca e sviluppo consentirà inoltre di comprendere il livello di innovazione che sostiene ogni nuova creazione, mentre l’area Master of Sound riunirà alcuni dei più straordinari orologi con suoneria della Maison, tra cui il Grandmaster Chime e lo Sky Moon Tourbillon.

Come nelle precedenti edizioni, anche l’appuntamento milanese sarà accompagnato dalla presentazione di una serie di edizioni limitate. Ma il valore della Watch Art Grand Exhibition va ben oltre il lancio di nuove referenze. La mostra rappresenta, infatti, il modo con cui Patek Philippe racconta il proprio patrimonio culturale, dimostrando come dietro ogni segnatempo convivano ricerca, competenze artigianali, innovazione tecnologica e una visione imprenditoriale capace di attraversare quasi due secoli di storia senza rinunciare alla propria identità.


Tre domande a Thierry Sthern

Il presidente di Patek Philippe racconta la filosofia della Maison e il significato della Watch Art Grand Exhibition

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La Watch Art Grand Exhibition approda a Milano dopo aver toccato città come Dubai, Londra, New York, Singapore e Tokyo. Quali elementi della cultura italiana dialogano maggiormente con la visione di Patek Philippe?
L’Italia è un Paese che, grazie alla sua storia, ha saputo sviluppare e coltivare l’amore per il bello, il senso dell’estetica e dell’armonia, presenti in opere, edifici e manufatti dove artisti di vari settori hanno potuto esprimersi al meglio: condividiamo con la Penisola l’amore per il design, la tecnica, l’armonia e il valore del lavoro artigianale. Questo dialogo si riflette anche nella collezione Rare Handcrafts realizzata appositamente per il mercato italiano, con creazioni ispirate ai temi e alla cultura del Paese.

Che tipo di esperienza desiderate offrire ai visitatori della mostra?
L’esposizione avrà un forte contenuto esperienziale ed emozionale, studiato per coinvolgere tutti coloro che già apprezzano il brand, ma soprattutto per chi non conosce Patek Philippe o lo ha sempre considerato inaccessibile. Vogliamo aprire il nostro universo e spiegare cosa significhi fare orologeria oggi, cosa si nasconda dietro il valore di un oggetto e quale sia il percorso che ci ha portato fino a qui. I visitatori potranno ammirare numerosi segnatempo provenienti dal Patek Philippe Museum, comprendere il funzionamento di complicazioni come la Ripetizione Minuti e incontrare direttamente i nostri orologiai, ingegneri e artigiani. Per molti sarà un’opportunità unica senza dover visitare la nostra manifattura a Ginevra. Ci auguriamo anche che questa esperienza possa ispirare le nuove generazioni ad avvicinarsi al nostro settore.

Se dovesse scegliere un solo modello per rappresentare l’anima di Patek Philippe, quale indicherebbe?
È una domanda difficile, perché sono legato a ogni creazione e seguo personalmente tutte le fasi del suo sviluppo, dalla ricerca al progetto fino al prodotto finito. Se però dovessi sceglierne uno, direi il Grandmaster Chime, realizzato per il 175° anniversario della manifattura. Riunisce tutto il savoir-faire di Patek Philippe al massimo livello: 20 complicazioni tra le più difficili da integrare in un orologio da polso, cinque suonerie, una cassa girevole completamente incisa a mano. È un segnatempo che riflette perfettamente il Dna della famiglia Stern.

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