Qui il tempo non corre, curva. Le strade, eredità di ingegneri dei secoli scorsi e di epiche gare di moto e auto in salita e pedalate di campioni del ciclismo, danno ancora lezioni di stile e resistenza al futuro fatto di colonnine e silicio. Altro che intelligenza artificiale: serve istinto, braccia forti e motori veri; anche se qualche elettrica, l’Audi Q6 E-Tron, o ibrida plugin, tipo la nuova Jeep Wrangler 4xe, riescono nella miracolosa impresa di far sentire “verdi” guidatori e passeggeri, senza rinunciare all’adrenalina.
Su e giù da valichi che ricordano Enzo Ferrari al Passo Penice, Jochen Rindt sul Rombo, Mario Tadini, vincitore sullo Stelvio della “Corsa più alta del mondo” nel 1933 e 1934 con un’Alfa Romeo. Strade che parlano latino e accento alpino, dove le curve sono una lingua universale per supercar, roadster, cabriolet, moto naked ed enduro. E il loro prezzo d’acquisto? Marginale. Qui a contare è il piacere di guida, la vibrazione nella pancia, la luce negli occhi. Un viaggio tra memoria, meccanica e meraviglia: sette volte brivido, sette volte libertà. Via con le due ruote…
Sul Passo dello Stelvio con la Mercedes-Amg SL 63

Due posti comodi, due simbolici. Un tettuccio che si apre come una promessa, e una strada che incalza come una poesia d’alta quota: il Passo dello Stelvio. Il valico più alto d’Italia – 2.758 metri di altitudine – compie due secoli e si conferma il luogo ideale per misurare l’equilibrio tra meccanica e paesaggio. I suoi 48 tornanti sul versante altoatesino e 34 su quello lombardo si arrampicano per oltre 1.800 metri di dislivello in circa 50 km di curve e rettilinei, con una pendenza media del 7,4%.
Un tracciato scolpito nella montagna e nella storia, oggi meta prediletta per ciclisti, motociclisti e automobilisti in cerca di emozioni pure. Al volante della Mercedes Amg SL 63 4Matic+ mild hybrid da 585 cavalli (listino da 143.313 euro), l’esperienza diventa sinfonia. Sviluppata dal reparto corse di Affalterbach, offre trazione integrale, assetto attivo Amg Ride Control e un V8 biturbo che canta con voce piena. Mentre si sale ogni tornante è un’occasione per testare la precisione dello sterzo, il bilanciamento del telaio e l’efficacia delle sospensioni nel domare l’asfalto irregolare. Intorno, il Parco Nazionale dello Stelvio e l’Ortles che scruta dall’alto. Dentro, il lusso sportivo di Mbux che accompagna la salita con intelligenza artificiale e comfort.
Al volante della Jeep Wrangler 4xe sulla Via delle Vette
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Tra Monte Scuro e il Botte Donato c’è molto più di una strada. La “Via delle Vette” è un racconto epico inciso nella pietra e nella resina dei pini silani. La Jeep Wrangler 4xe – nella versione Rubicon con le quattro porte smontate e il parabrezza abbassato – è la compagna ideale per questa traversata.
Iconica e spavalda, come il paesaggio che attraversa, ma oggi anche coscienziosa: grazie alla tecnologia plug-in hybrid, percorre in modalità elettrica una quarantina di chilometri.
Salendo da Monte Scuro fino a Macchia Sacra, tra fontane e capanni dei vaccari, si assapora la libertà vera. La Wrangler non s’impone, accompagna. Il comfort degli interni rinnovati – con sedili regolabili a 12 vie, uno nuovo schermo da 12,3 pollici e connettività totale – si fonde con l’adrenalina delle sospensioni alte, perfette per superare, se si presentasse, una strada sterrata. Costruita per superare ostacoli, la Wrangler 4xe costa da 85.500 euro. Ma è su strade come questa che rivela il suo vero valore: un’auto che unisce natura e civiltà, rispetto e potenza, radici e futuro.
Lo stile della Morgan Midsummer per le curve dell’Abetone

Sulle curve ampie e regolari che collegano l’Emilia alla Toscana oggi scivola una creatura rara: la Morgan Midsummer, roadster in edizione limitata a soli 50 esemplari, dal prezzo di circa 150 mila euro. I primi stanno uscendo ora dalla storica fabbrica di Malvern, già destinati a collezionisti e intenditori che cercano un oggetto da custodire.
Frutto della collaborazione tra Morgan e Pininfarina, la Midsummer è una sintesi perfetta tra due mondi: l’heritage britannico più puro e la scolpitura del vuoto che solo il design italiano sa dominare. Le linee di spalla, ispirate allo stile nautico, sono intagliate nel teak. La griglia a ferro di cavallo, i cerchi forgiati da 19 pollici, gli interni realizzati con più di cento strati di legno pressato… tutto parla di artigianato d’eccellenza. Eppure, la meccanica è moderna: motore Bmw da 340 cavalli, sei cilindri in linea, cambio automatico a otto rapporti, montati sulla piattaforma in alluminio Cx-Generation. Ma niente elettronica intrusiva. Per raggiungere quota 1.388 metri sul livello del mare dell’Abetone, tra i tornanti, è meglio non forzare: la Midsummer non corre, galleggia. È una sportiva che emoziona anche senza rumore, un’auto che non ostenta. Ma chi sa guardare, capisce.
Val Passiria in sella alla Moto Guzzi V85 TT

Ore dieci, la luce si arrampica lungo i tornanti della Val Passiria e tu sei lì, in sella alla Moto Guzzi V85 Tt. Il passo del Rombo si apre come un balcone sospeso tra due mondi: Italia e Austria. È qui che la Guzzi V85 TT (listino da 13.499 euro) mostra il suo lato migliore, soffice nell’erogazione ma sempre pronta a spingere. Il bicilindrico di Mandello ronfa regolare, mentre il parabrezza scherma l’aria sottile dell’alta quota.
Ogni curva è una pennellata di piacere, con l’anteriore solido che infila la traiettoria come un bisturi. Le tre mappature aiutano, ma su questa strada è il pilota a scegliere il ritmo, mentre il controllo di trazione e l’Abs a due canali fanno il loro dovere in silenzio. Tra sculture panoramiche e orizzonti infiniti, il display Tft da cinque pollici racconta tutto, senza distrazioni. L’aquila luminosa che campeggia sui fari ti fa sentire parte di una storia gloriosa, ma la moto è modernissima: agile, comoda, persino elegante. Una salita, una moto sincera, e quella sensazione che ogni curva sia l’inizio di qualcosa. Forse della felicità.
Ford Mustang Convertible alla prova del Passo Giau

Una strada scolpita tra le nuvole, curve che danzano sulle Dolomiti, e un ruggito profondo che spezza il silenzio d’alta quota: benvenuti sul Passo Giau, quota 2.236 metri. Qui, tra la Val Cordevole e la Val Boite, l’aria profuma di resina e leggenda. I ciclisti lo temono – 9,9 km al 9,3% di pendenza dal versante di Selva di Cadore – ma per chi ha un V8 sotto il cofano è un invito alla danza.
L’ultima Ford Mustang Convertible da 446 cavalli è il mezzo perfetto per questo palcoscenico alpino. Capote giù, cambio automatico in D, e via: ogni tornante è una pennellata, ogni dritto un colpo d’acceleratore che ti incolla al sedile. Il motore 5.0 litri canta, senza turbo, senza filtri, come si faceva una volta.
Il Giau è tra i passi più amati dai fotografi, dagli astrofili, dagli amanti del silenzio e della fatica. E oggi anche da chi cerca il piacere puro della guida, con lo sguardo che si perde tra le cime e il cuore che batte forte per un’auto d’altri tempi. A partire da 62.500 euro, la Mustang Convertible non è perfetta – dietro si viaggia stretti – ma è un sogno che si guida.
Tra le curve del Passo del Mortirolo con la Mini Cooper Cabrio

Con i suoi 1.852 metri d’altitudine, il Passo del Mortirolo è una delle salite più temute e leggendarie delle Alpi, specie per chi ama il ciclismo: da Mazzo di Valtellina, 12,4 km di tornanti incastonati nei boschi, un dislivello di oltre 1.300 metri e pendenze che sfiorano il 23%.
Una sfida estrema per chi pedala, ma un piacere autentico per chi la affronta al volante della nuova Mini Cooper Cabrio (listino da 32.900 euro), che su questo nastro d’asfalto si muove come un kart tra le curve di un circuito alpino. La salita comincia subito decisa, all’11° tornante, un monumento a Marco Pantani ricorda la sua epica impresa del 1994 al Giro d’Italia. Ma oggi non c’è fatica: c’è solo il vento tra i capelli, grazie alla capote in tessuto che si apre in 18 secondi e alla risposta precisa della Cooper S, con i suoi 204 CV e una tenuta di strada che rende ogni curva una danza controllata.
Basta selezionare la modalità “Go- Kart” per avere sterzo affilato, cambio sveglio e sound grintoso. Anche in salita, il sorriso non manca mai. Il passo è breve ma intenso: il panorama si apre solo negli ultimi chilometri, rivelando scorci sulla Valtellina e sulla Val Camonica. Alla fine, su quel crinale sospeso tra due valli, la Mini si ferma con eleganza.
Audi Q6 Sportback E-Tron e i tornati del Passo del Pedice

Il Passo del Penice è un vecchio amico che sa ancora sorprendere. In più oggi c’è qualcosa di nuovo. Il viaggio lo facciamo a bordo di un’Audi Q6 Sportback E-Tron (da 74.800 euro): silenziosa, affilata, scolpita come una coupé ma con il baricentro solido di una vera Suv.
La salita comincia dopo Bagnaria: il nastro d’asfalto si attorciglia come una vecchia pellicola cinematografica e l’Audi danza tra i tornanti con una compostezza sorprendente. L’assenza del cambio e la spinta continua dei due motori elettrici trasformano la guida in un flusso pulito, quasi meditativo. Nessuna esitazione, nessuna vibrazione. Solo sterzate precise, scatti felpati e quel silenzio irreale che rende ancora più forte il respiro dei boschi. I numeri sono da sportiva: 387 cavalli e trazione integrale.
Ma è la qualità del viaggio a conquistare. Il tunnel centrale ospita una batteria enorme da quasi 95 kWh, che promette oltre 530 km reali, ma è il recupero dell’energia in discesa, nel tratto verso Bobbio, a stupire. È un territorio di confine, il Penice. Non solo tra Lombardia ed Emilia-Romagna, ma tra passato e futuro. E anche la Q6, in fondo, è una sintesi: linee da coupé, cuore elettrico, anima da viaggiatrice. Qui ha trovato il suo elemento.
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