Sette auto per sette modi di vivere la passione

Sette automobili, sette modi di viverle. E un desiderio che anche tra i giovani non è scomparso: ha solo mutato forma

Sette auto per sette modi di vivere la passione

Tra il 2012 e il 2025 le auto intestate agli under 25 sono crollate del 30%. Un dato che sembra raccontare una sola verità: ai giovani l’auto non interessa più. In realtà, non è così semplice.

Oggi, per un ragazzo, mettersi al volante significa affrontare un costo che supera facilmente i mille euro l’anno solo di assicurazione. Prima ancora di girare la chiave, il sogno ha già un prezzo. E spesso è troppo alto. A questo si aggiungono manutenzione, carburante, burocrazia. E poi un cambiamento culturale profondo: l’auto non è più un simbolo di libertà indiscussa, ma un oggetto sotto osservazione, stretto tra sostenibilità ambientale e nuove forme di mobilità. Così il desiderio non scompare. Si sposta. Dal possesso all’accesso. Dalla passione all’utilità. Le app di car sharing sostituiscono il rito del lavaggio domenicale, e l’auto diventa, per molti, poco più di un elettrodomestico.

Ma è davvero finita qui? La risposta è no. Perché sotto la superficie, quella passione non si è mai spenta. Ha solo cambiato linguaggio. E aspetta qualcuno che torni a parlarlo. Perché esistono ancora automobili che non si comprano per bisogno, ma per appartenenza. Affondano le radici nel Novecento e continuano a proiettarsi in un futuro che, per molti giovani, esiste ancora, anche se solo sotto forma di sogno. Allora forse il punto non è chiedersi perché i ragazzi non sognano più le auto, ma chi ha smesso di raccontarle nel modo giusto.

Ecco perché queste non sono semplicemente sette automobili. Sono sette idee di passione. Sette modi diversi di innamorarsi, anche senza potersele permettere. Perché sognare, almeno quello, non ha ancora bisogno di un’assicurazione.

1. Il collezionista del suono

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C’è un uomo – o una donna – che non guida per arrivare. Guida per ascoltare. Per questo profilo, l’automobile è uno strumento musicale a otto cilindri. Per lui, il nome Ferrari non è un marchio, ma una lingua madre che parla di eccellenza artigianale. La Amalfi Spider è la sua scelta naturale. È l’auto che evoca la Dolce Vita, ma con la cattiveria nobile di un motore che urla verso la zona rossa del contagiri. Non cerca l’ultimo grido tecnologico, né l’ibrido che promette il futuro a emissioni zero. Cerca la purezza.

Le prestazioni sono quelle che i clienti Ferrari considerano normali: 0-100 km/h in 3,3 secondi e velocità massima di 320 km/h. Il suo rito è sacro: il gesto antico di abbassare la capote (bastano 13,5 secondi) in una mattina di primavera, sentire il vento che spettina i pensieri e lasciare che il motore racconti il resto. È un appassionato che associa ogni accelerazione a una storia più grande, fatta di piloti leggendari come Nuvolari o Ascari. Quando entra in galleria, scala una marcia solo per sentire il riverbero. Non guida: interpreta un’opera lirica in movimento. Il prezzo di listino della nuova Ferrari Amalfi Spider parte da 270.000 euro.

2. Il pilota del quotidiano

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Esiste poi chi vuole una supercar che non lo tradisca nelle sfide della vita reale. Per lui la stella a tre punte non è solo un simbolo di prestigio sociale, ma di equilibrio ingegneristico. L’appassionato della Mercedes-Amg Gt Coupé è spesso un professionista affermato che segue la Formula 1 con l’occhio critico di chi capisce la gestione delle gomme e le strategie del muretto box. Conosce i dettagli tecnici, ma non ha bisogno di esibirli con alettoni enormi o colori sgargianti. La sua auto deve essere capace di portarlo a una riunione d’affari a Francoforte con la massima eleganza e, un’ora dopo, divorare i tratti della Autobahn senza limiti di velocità con la ferocia di una super car.

È la ricerca del compromesso più difficile: emozione e normalità. Questo pilota ama la sensazione di un avantreno preciso e di una trazione integrale che ti permette di viaggiare sul bagnato come se fossi sui binari. La sua passione è sobria, solida, profondamente tedesca nella sua esecuzione. È il piacere di sapere che, sotto il cofano, batte il cuore di una bestia, anche se fuori sembra indossare uno smoking su misura. La Gt 43 Coupé è l’ingresso in gamma, con motore 2.0 a 4 cilindri turbo (tecnologia F1) da 421 cv e trazione posteriore, 0-100 in 4,6 secondi e 280 all’ora. Costa 129.515 euro.

3. L’estremo consapevole

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Qui il profilo cambia. È più giovane, dinamico, globale. È figlio di un mondo che corre veloce e che non ha paura di rompere gli schemi. La Lamborghini Temerario è la sua dichiarazione d’intenti: dimostrare che si può essere radicali e moderni allo stesso tempo. Il V8 biturbo ibrido da 920 cavalli non è vissuto come una contraddizione, è una sintesi brutale tra la forza estrema della meccanica e la precisione chirurgica dell’elettronica. Questo appassionato non rimpiange il rombo dei vecchi V10; preferisce l’accelerazione istantanea che solo un motore elettrico accoppiato a un termico può regalare.

Accetta il cambiamento, anzi lo pretende. Vuole prestazioni da hypercar, ma esige anche la connettività totale, la telemetria predittiva e la capacità di muoversi nel silenzio assoluto del centro città in modalità elettrica, prima di scatenare l’inferno non appena vede il semaforo verde di un circuito. Il V8 a manovelle piatte gira come un motore da corsa, gli 800 cavalli arrivano a 9.000 giri e il limitatore è mille più in alto. L’elettrico non è un riempitivo: è coppia immediata, trazione integrale intelligente, precisione chirurgica. È un record lo 0-100 in 2,7 secondi, mentre la velocità massima va oltre i 340 km/h. Costa 315.150 euro.

4. Il viaggiatore veloce

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C’è chi non guida per dimostrare qualcosa a qualcuno, ma per attraversare i paesaggi e diventarne parte integrante. Questo è il regno della Maserati GranCabrio Trofeo. L’appassionato Maserati è un esteta. È colui che sceglie la strada panoramica invece dell’autostrada. Non è ossessionato dai decimi di secondo, cerca il ritmo, la fluidità. Il suono del motore Nettuno V6, biturbo da 550 cv, diventa la colonna sonora di un weekend lungo, non il ruggito di una sfida. È l’erede diretto dell’antica tradizione delle corse in salita degli anni 50 e delle Mille Miglia, dove l’auto era la compagna di un’avventura romantica.

Per lui, la macchina deve essere bella da guardare riflessa nelle vetrine e magnifica da guidare mentre il sole scende all’orizzonte. L’auto è un prolungamento del proprio stile di vita, un invito al viaggio lento, ma fatto con estrema rapidità. Accelera da 0 a 100 km/h in soli 3,6 secondi e raggiunge una velocità massima di 316 km/h e costa da 211.200 euro.

5. Il ribelle tecnologico

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Dall’altra parte dell’oceano, la cultura automobilistica ha un sapore diverso, fatto di grandi distanze, di muscle e di una ribellione innata verso le convenzioni europee. Chi sceglie la Chevrolet Corvette E-Ray è un appassionato che rifiuta i diktat: non vuole scegliere tra il passato del V8 Small Block e il futuro dell’elettrificazione. Li vuole entrambi. Il V8 da 6,2 litri eroga 482 cavalli e 613 Nm di coppia all’asse posteriore. L’elettrico fornisce ulteriori 161 cv e 165 Nm di coppia alle ruote anteriori, tramite un pacco batterie da 1,9 kWh, posizionato tra i sedili. Complessivamente, la E-Ray sviluppa una potenza combinata di 643 cavalli.

Questo profilo è cresciuto con il mito degli ovali americani, con le gare Nascar e con l’idea che la potenza debba essere, prima di tutto, uno spettacolo democratico. La E-Ray, con la sua trazione integrale elettrificata, rappresenta una rivoluzione copernicana per la “Vette”. L’appassionato qui è uno che apprezza la tecnologia se questa serve a rendere la macchina più brutale in partenza e più sicura nelle curve della California o tra le nevi del Michigan. Sa che il mondo sta cambiando e non vuole restare a guardare dal retrovisore.

È un ribelle, sì, ma consapevole: sa che per salvare il rombo del motore termico bisogna allearsi con i volt. Cavalca la transizione con un sorriso di sfida, sapendo che può battere in accelerazione auto che costano il triplo della sua. La E-Ray è la Corvette più veloce di sempre: 0-100 km/h in 2,9 secondi, 400 metri in 10,5 e 300 all’ora. La coupé costa 174.900 euro; la convertibile 181.900.

6. Il purista della traiettoria

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Poi c’è chi non accetta compromessi, né estetici né stradali. Per questo appassionato, la strada è solo il nastro d’asfalto che congiunge un garage a un autodromo. La Porsche 911 Gt3 Rs, motore 6 cilindri boxer, 4,0 litri per 525 cv, non è un’automobile, è un’arma di precisione millimetrica. Il proprietario non la compra per l’immagine (anche se le appendici aerodinamiche la rendono impossibile da ignorare), ma perché vive per la guida pura.

È un frequentatore assiduo del Nürburgring Nordschleife, conosce ogni cordolo, ogni variazione di pendenza, ogni segreto della dinamica del veicolo. Sa cosa significa regolare il precarico delle molle o l’incidenza dell’ala posteriore per limare un secondo al giro. Il suo riferimento non è il lifestyle, è la telemetria. La sua cultura è quella delle gare endurance, della 24 Ore di Spa, delle qualifiche tirate al millesimo di secondo.

Per lui, il comfort è un peso inutile e l’aria condizionata un optional di cui farebbe a meno se servisse a risparmiare altri cinquecento grammi. La Gt3 Rs scatta sullo 0-100 km/h in 2,9 secondi e sfiora i 300 all’ora. Il prezzo in Italia parte da 216.479 euro sia per la versione GT3 classica con l’alettone posteriore, sia per quella con Pacchetto Touring (pensata per un look più sobrio e senza ala fissa).

7. L’ultimo romantico

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Infine, c’è lei. Forse la più autentica, sicuramente la più vicina allo spirito originale dell’automobilismo popolare trasformato in leggenda. Chi sceglie la Toyota Gr Yaris (Gr è acronimo di Gazoo Racing, la divisione Toyota per il motorsport) non cerca uno status symbol. Cerca la verità. Questo appassionato è cresciuto guardando i video dei rally degli anni 90. Per lui, la bellezza non sta in una linea elegante, ma in un parafango allargato per ospitare carreggiate più ampie. Ama le strade strette di montagna, lo sporco, il fango, l’imprevedibile. Vuole una macchina che si muova sotto di lui, che reagisca ai trasferimenti di carico, che permetta di giocare con il cambio manuale a sei marce e il freno a mano. La Gr Yaris è l’ultima delle “homologation specials”: un’auto nata per correre nel Mondiale Rally e poi civilizzata (ma non troppo) per la strada.

Non è la più potente del lotto, non è la più lussuosa, ma è quella che regala più sorrisi per chilometro. L’appassionato della Yaris è quello che si sveglia alle cinque del mattino di una domenica d’inverno solo per andare a cercare la neve su un passo appenninico. È l’essenza della passione: il piacere di guidare per il solo gusto di farlo. Il tre cilindri 1.6 turbo della versione attuale è stato potenziato a 280 cv e 390 Nm di coppia. Con tre sole porte, il tetto ribassato, delle maxi-ruote, le enormi prese d’aria, il telaio più rigido, gli interni ridisegnati, Gr Yaris punta su prestazioni estreme: 0-100 km/h in 5,5 secondi, velocità massima limitata a 230 orari e trazione integrale Gr-Four ultimo stadio. Costa da 52.000 euro.


Ha collaborato Nicole Berti di Carimate

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