Sono neri, tondi e passano inosservati. Ma senza di loro, nessuna auto potrebbe muoversi. Sono gli pneumatici, quei componenti fondamentali che oggi stanno vivendo una trasformazione silenziosa, ma radicale.
Una vera e propria rivoluzione che entro cinque-dieci anni porterà sulle nostre strade gomme più sicure, più intelligenti, più sostenibili. Le aziende del settore, Michelin e Goodyear, Pirelli e Hankook, Nokian, Bridgestone, Sumitomo-Falken e tante alte, stanno investendo miliardi per trasformare ciò che da sempre viene percepito come un pezzo di gomma in un sistema multifunzionale, digitale e quasi “vivente”.
Business People ha raccolto le tecnologie più promettenti allo studio per raccontarvi cosa succederà sotto il battistrada tra il 2025 e il 2035.
Niente aria, addio forature
Il passo più concreto verso il futuro è già realtà: gli pneumatici airless – cioè privi di aria – sono in fase avanzata di collaudo. Il progetto più maturo si chiama Michelin Uptis, acronimo di Unique Punctureproof Tire System. È uno pneumatico rigido al centro e flessibile ai bordi, costruito in materiali compositi e dotato di una struttura lamellare a raggi che assorbe gli urti e sostiene il veicolo anche in assenza di gonfiaggio.
L’assenza d’aria rende impossibili le forature e gli scoppi, elimina la necessità della ruota di scorta e riduce significativamente i costi di manutenzione. Uptis sta debuttando su strada su 40 veicoli del gruppo La Poste nel Nord della Francia. L’obiettivo è raggiungere le city car e le Suv entro il 2030.
Anche Bridgestone ha lavorato a una versione airless con caratteristiche riciclabili al 100%, mentre la sudcoreana Hankook ha presentato il concept i-Flex, una gomma airless a struttura rigida simmetrica, pensata per la mobilità urbana e i veicoli a guida autonoma.

HANKOOK – Il concept i-Flex è una gomma airless a struttura rigida simmetrica, pensata per la mobilità urbana e i veicoli a guida autonoma
Stampati in 3D e ricaricabili
L’idea che le coperture del futuro possano essere personalizzate e rigenerate su misura è già in fase di sviluppo. Con il progetto Vision, Michelin ha introdotto un nuovo concetto di ruota: un corpo unico stampato in 3D, privo di cerchio, composto da materiali biodegradabili e con un battistrada rigenerabile.
Il concetto è semplice e rivoluzionario: la parte interna della gomma (la struttura portante) è permanente, mentre il battistrada può essere “ricaricato” in base all’usura, al clima o all’utilizzo. Quando serve, il cliente può recarsi in un centro specializzato, selezionare lo pneumatico più adatto e stamparlo sul posto in meno di due ore. Un’idea che unisce riduzione degli sprechi, efficienza logistica e personalizzazione totale.

GOODYEAR – Ancora in via di sviluppo, il sistema IntelliGrip Urban rileva le condizioni atmosferiche e le traduce in comandi per ottimizzare frenata, sterzata e accelerazione
Intelligenza integrata
Le gomme del futuro saranno anche sistemi intelligenti. Oggi alcuni modelli premium offrono già sensori di pressione e temperatura, ma tra pochi anni questi sensori diventeranno hub di dati evoluti.
Il Pirelli Cyber Tyre, per esempio, è già in grado di rilevare pressione, temperatura, carico verticale e condizioni della strada, trasmettendo le informazioni al sistema di bordo. Il passo successivo, in collaborazione con Bosch, sarà la comunicazione veicolo-veicolo (V2V) e veicolo-infrastruttura (V2X): gli pneumatici segnaleranno in tempo reale buche, neve, pioggia intensa o fondi scivolosi ad altri veicoli vicini e al sistema stradale intelligente.
Goodyear sta sviluppando da anni il sistema IntelliGrip Urban, pensato per flotte di taxi autonomi: rileva le condizioni atmosferiche e le traduce in comandi per ottimizzare frenata, sterzata e accelerazione, aumentando la sicurezza in tempo reale.
Adattabili e attivi
Tra i progetti più avanzati in campo adattivo c’è Hexonic, sviluppato da Hankook. Si tratta di uno pneumatico dotato di piastre esagonali mobili sulla superficie, che si riorganizzano automaticamente per migliorare il grip in base alle condizioni dell’asfalto. In presenza di acqua o neve, i canali si allargano per favorire il drenaggio ed evitare l’aquaplaning. Su fondo asciutto, invece, si compattano per offrire massima aderenza.
Una soluzione più semplice, ma efficace, arriva da Nokian, azienda finlandese specializzata in gomme invernali: pneumatici con chiodi retrattili, che fuoriescono con un comando del conducente per garantire trazione su ghiaccio. La tecnologia, oggi semi-manuale, potrebbe diventare presto completamente automatica: grazie ad appositi sensori i chiodi entrerebbero in azione solo quando necessario, riducendo al minimo l’usura dello pneumatico.

SUMITOMO RUBBER INDUSTRIES – Per il suo marchio Falken, ha creato un prototipo che sfrutta le deformazioni del battistrada per produrre elettricità
Generatori in movimento
Un’altra sfida affascinante è trasformare la gomma in un piccolo generatore. Sumitomo Rubber Industries, per il suo marchio Falken, con la tecnologia chiamata Energy Harvester ha creato un prototipo con un generatore piezoelettrico integrato, che sfrutta le deformazioni del battistrada per produrre elettricità. Questa energia può essere usata per alimentare i sensori delle gomme, o in futuro parte dei sistemi dell’auto.
Goodyear ha osato spingersi oltre l’immaginazione con un’idea che sfida i limiti della gomma tradizionale: un prototipo rivestito da una pellicola fotovoltaica sulla spalla, in grado di generare energia anche da fermo per alimentare piccoli dispositivi elettrici di bordo. Ancora più ambizioso è il progetto Bh-03, uno pneumatico capace di trasformare l’energia prodotta dal rotolamento – grazie a due materiali innovativi integrati nella sua struttura – in elettricità utile per ricaricare le batterie del motore ibrido e supportare i sistemi elettronici del veicolo.
Ma il concept più radicalmente “green” resta Oxygene: una gomma vivente, letteralmente. Sempre firmata Goodyear, integra muschio vivo nella parte interna della spalla. In movimento, il muschio assorbe CO2 e rilascia ossigeno tramite fotosintesi, trasformando ogni viaggio in un piccolo contributo per l’ambiente. Nonostante la genialità di queste intuizioni, né Oxygene né Bh-03 sono attualmente in fase di sviluppo attivo.

BRIDGESTONE – Enliten consente la produzione di pneumatici più leggeri, con minore resistenza al rotolamento e una maggiore efficienza d’uso delle risorse, contribuendo a ridurre le emissioni e a estendere la durata del prodotto
Cosa cambierà per gli automobilisti
Nel 2035, acquistare un treno di gomme non sarà più come oggi. Gli utenti potranno scegliere mescola, battistrada e caratteristiche digitali. Alcuni modelli potranno essere noleggiati a consumo, con pagamento al chilometro. Le flotte aziendali, i taxi e i veicoli a guida autonoma avranno coperture completamente automatizzate nella gestione: zero manutenzione, zero forature, massima efficienza. E se oggi cambiare le gomme è una scocciatura, domani potrebbe diventare un’operazione gestita da algoritmi e pianificata in base ai dati, con notifiche via app e centri stampa 3D on-demand.
Insomma, le idee non mancano. Gli pneumatici del futuro penseranno da soli: controlleranno pressione, temperatura, aderenza. Parleranno con l’auto, con l’asfalto, forse anche con il meteo. La sicurezza sale di livello, mentre Bridgestone già testa ruote in acciaio per i rover lunari della Nasa. Niente aria, niente gomma: solo tecnologia estrema per resistere a crateri, polvere e gelo spaziale. Fantascienza? No, è il domani delle nostre strade. E lo pagheremo caro. Ricerca, materiali evoluti, sostenibilità, chip, sensori: ogni innovazione costa. E chi paga il conto è sempre lui, l’automobilista. Le gomme diventeranno più intelligenti, più resistenti, quasi immortali. Tranne per una cosa: il prezzo. Quello resta e resterà ben piantato sulla Terra.
Un futuro più sostenibile: riciclo, rigenerazione, durata

© Getty Images
L’industria dello pneumatico è tra le più inquinanti: ogni anno ne vengono smaltiti circa 1 miliardo usati, molti dei quali finiscono in discarica o inceneriti. Le nuove tecnologie puntano, invece, a chiudere il ciclo di vita della gomma, grazie a materiali rigenerabili, riciclo chimico, e riutilizzo del carbon black (la polvere nera alla base della gomma).
In questa direzione si muove anche Bridgestone con la sua tecnologia Enliten, un pacchetto innovativo che unisce sostenibilità, prestazioni elevate e sicurezza. Enliten consente la produzione di pneumatici più leggeri, con minore resistenza al rotolamento e una maggiore efficienza d’uso delle risorse, contribuendo a ridurre le emissioni e a estendere la durata del prodotto. Progettata per tutti i tipi di veicolo, inclusi quelli elettrici, questa tecnologia rappresenta una risposta concreta alle sfide ambientali della mobilità del futuro.
Assogomma, l’associazione italiana del comparto, sta spingendo per soluzioni più circolari: rigenerazione dei battistrada, utilizzo di polveri di gomma nella pavimentazione stradale e nei materiali isolanti, riduzione delle microplastiche. L’obiettivo europeo è chiaro: tagliare del 50% l’impronta ambientale del comparto entro i l 2035.
ha collaborato Nicole Berti di Carimate
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MICHELIN - Uptis è uno pneumatico rigido al centro e flessibile ai bordi, costruito in materiali compositi e dotato di una struttura lamellare a raggi che assorbe gli urti e sostiene il veicolo anche in assenza di gonfiaggio




