Guida Michelin 2026: 394 stelle illuminano la cucina italiana

Nella nuova edizione salgono a 15 i ristoranti con tre stelle. Lombardia e Campania si confermano roccaforti del gusto

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L’Italia gastronomica brilla ancora nella Guida Michelin 2026, con 394 ristoranti stellati distribuiti lungo tutta la Penisola. Il nostro Paese si conferma secondo al mondo per numero di locali premiati, dietro solo alla Francia, e continua a essere un riferimento internazionale per qualità, innovazione e radicamento nel territorio.

La 71ª edizione della Guida segna un cambio generazionale e una decisa apertura alla contemporaneità. Le stelle assegnate premiano ristoranti che valorizzano la sostenibilità, i prodotti vegetali e le nuove interpretazioni della tradizione. La mappa delle eccellenze è guidata da Lombardia (64 ristoranti stellati), Campania (48) e Toscana (45), mentre tra le province svettano Napoli (27), Roma (26), Bolzano (21) e Milano (20).

Complessivamente, la guida annovera 15 ristoranti tre stelle, 38 due stelle e 341 una stella. Ecco il dettaglio delle novità e conferme.

Tre stelle: sale Mammoliti, confermati i grandi nomi

La grande novità è l’ingresso nel firmamento dei tristellati de La Rei Natura a Serralunga d’Alba, guidato da Michelangelo Mammoliti, 40 anni. Il suo è un percorso di rigore, memoria e neurogastronomia, culminato in meno di quattro anni con il massimo riconoscimento.

Con lui, salgono a 15 i ristoranti che “valgono il viaggio”, tra cui figurano conferme illustri come Enrico Bartolini al Mudeca Milano, La Pergola di Heinz Beck a Roma, Osteria Francescana di Massimo Bottura a Modena, Da Vittorio a Brusaporto e Uliassi a Senigallia.

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Due stelle: Guidara e Sodano, nuove visioni d’autore

Le due nuove assegnazioni nella categoria due stelle premiano approcci molto diversi ma ugualmente innovativi. Alle Eolie, I Tenerumi di Davide Guidara diventa il primo ristorante in Europa con due stelle a proporre una cucina esclusivamente vegetale. Una visione creativa, non ideologica, che rilegge le verdure come protagoniste assolute.

A Oppeano, in provincia di Verona, Famiglia Rana e lo chef Francesco Sodano ottengono il secondo macaron grazie a una cucina che unisce fermentazioni, frollature e pescato in una narrazione del tempo e della materia.

Tra le conferme, restano saldamente a due stelle ristoranti come La Madernassa, San Domenico, Antica Corona Reale e Il Pagliaccio.

Una stella: 22 nuove insegne, protagonisti giovani e territorio

La fascia delle una stella si arricchisce quest’anno di 22 nuovi ingressi, per un totale di 341 ristoranti. È qui che si nota la spinta più forte verso il cambiamento: otto chef su 22 hanno meno di 35 anni, due dei quali under 30.

Tra i nomi da segnalare:

  • Cracco Portofino, dove il giovane Mattia Pecis, 29 anni, premiato anche come Young Chef dell’anno, affianca Carlo Cracco in un progetto di raffinata cucina marinara.
  • Al Madrigale – Nuova Cucina Rurale a Tivoli, dello chef Gian Marco Bianchi, premiato anche come miglior nuova apertura dell’anno.
  • Ineo, La Terrazzae Il Madrigale rafforzano la presenza del Lazio, che con tre nuovi locali si piazza al secondo posto tra le regioni con più novità.

Tra i nuovi stellati spiccano anche Abba e Procaccini a Milano, Umberto a Mare a Ischia, Zunica 1880 a Villa Corallo in Abruzzo, Le Petit Bellevue in Valle d’Aosta, Sciabola in Toscana, Cavallino a Maranello e Capogiro in Sardegna.

L’elenco completo dei ristoranti stellati in Italia

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