A qualcuno piace freddo: il vino del Casentino

Tra Pinot Nero, Syrah, Sangiovese e Merlot, il clima più fresco della Toscana trasforma il Casentino in uno dei territori vinicoli più interessanti

A qualcuno piace freddo: il vino del Casentino

Il Casentino potrebbe essere uno dei territori italiani destinati a emergere nei prossimi vent’anni nel mondo del vino. Questa valle dell’alto Arno, racchiusa tra il Pratomagno e l’Alpe di Catenaia, conserva infatti un microclima insolitamente fresco grazie alla sua conformazione e ai suoli argillo-calcarei. Già nel 1832 veniva descritta come più fredda di Firenze e i dati moderni confermano questa vocazione: il clima, paragonabile a quello di alcune aree viticole dell’Europa centro-settentrionale, preserva l’acidità delle uve e ne rallenta la maturazione.

Mentre in molte zone della Toscana la vendemmia si anticipa, qui il ciclo vegetativo resta più lento, una caratteristica destinata ad acquistare valore con il riscaldamento globale.

Anche sul fronte dei vitigni la valle è in piena evoluzione. Pinot Nero alle quote più alte, Syrah a mezza costa, Sangiovese e Merlot più in basso: il confronto per il ruolo di varietà simbolo resta aperto, anche se una vite di Syrah ultracentenaria a Pratovecchio e un antico Pinot Nero a Soci raccontano una lunga familiarità con le uve da clima fresco. È in questo contesto che si sta sviluppando una viticoltura artigianale sempre più consapevole della propria identità.

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Gli assaggi confermano questa vocazione plurale. L’Antico Fio si fa notare con una Selezione Syrah dalla bocca soffice e piccante, con note di cassis e resina, mentre La Glia propone un Merlot da una vigna giovanissima ma già espressiva, con sentori di pepe e caramello e un sorso agile. Il punto di riferimento della valle resta però il Pinot Nero 2023 di Vincenzo Tommasi per Podere della Civettaja: profondo, vibrante, con una marcata impronta boschiva e una salinità che gli conferisce tensione, tanto da far crescere l’attesa per il Sangiovese ancora in affinamento.

Tra i bianchi spiccano lo Chardonnay di Terre di Romena del Gruppo Casadei, ormai un riferimento, il Riesling del Casotto, citrino con note di tè e gelsomino e un finale balsamico, e il Metodo Classico de Il Patriota, sei anni sui lieviti, bolla fine e richiami di nocciola e burro. Il Montebello propone invece un Sauvignon fresco e sapido, con la tipica nota di foglia di pomodoro ben dosata. Tra le curiosità, Cincinelli firma un Mammolo granato e floreale, Fortebrezza un Trebbiano con Malvasia macerato sulle bucce, rigoroso e vibrante, Ornina un Viola fresco e fragrante e Villa Magra un Syrah succoso lavorato a grappolo intero.

Anche le produzioni più piccole confermano la vitalità del territorio: Podere Sofia con un Syrah elegante, Podere Cuna con due interpretazioni molto diverse della stessa etichetta, La Casina di Burchio con il Lavernae 2021 e Giuncaia con l’Agnolaccio. Tra i Pinot Nero convince I Renzetti, mentre Bellosguardo con il suo Syrah, Poppiena, Albamora con Animo Sincero e Scapàto, e Villa Fonte Farneta con il Cabernet Franc 2024 completano il quadro di un territorio ancora poco conosciuto ma già capace di offrire interpretazioni originali e convincenti.

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