Un modello di sviluppo sostenibile è quello in grado di assicurare il soddisfacimento dei bisogni della generazione presente senza compromettere la possibilità delle generazioni future di realizzare i propri. È a partire da questa definizione che a Rimini è nato Mode, per il quale Teamwork Hospitality ha invitato 13 studi di architettura di spicco dell’hotellerie a dare la loro interpretazione di progettazione sostenibile.
Il risultato è uno spazio ricettivo che si presenta come riferimento per il settore, nato dalla riqualificazione dell’ex Hotel Arlesiana di Rimini, nella zona di San Giuliano Mare. Una sorta di showroom permanente dove ogni spazio è un’esperienza a sé, che rappresenta la personale visione di ogni progettista. Una proposta che esce dagli schemi classici di definizione alberghiera, articolata in 12 spazi differenti più uno: la prima suite virtuale realizzata in Italia, SUIT*E, su idea e progetto dello Studio Svetti Architecture. Gli ospiti, nella comodità della propria stanza, potranno indossare un visore che porterà il letto su cui sono seduti a fluttuare in una breve, ma intensa, navigazione virtuale.
«A chi mi chiede se l’intangibile potrebbe diventare il futuro dell’accoglienza, rispondo che sono certo che un bene “relativamente” intangibile come il tempo potrà essere considerato il vero ed unico lusso per il viaggiatore del futuro, per cui lo scopo principale di chi si occuperà di accoglienza sarà quello di “celebrarlo” al meglio», prevede l’architetto Emanuele Svetti. Alla base di tutto c’è una nuova consapevolezza. «È questa la parola chiave del turismo odierno e futuro, intesa come aumento della coscienza di viaggiare sostenibile sia nella scelta di strutture che rispettino i temi di sostenibilità sia nei comportamenti diretti di acquisto delle persone verso prodotti e soluzioni di minimo impatto ambientale», spiega Mauro Santinato, presidente di Teamwork Hospitality e ideatore del progetto. «Mode Hotel è la risposta a questa richiesta e vuole essere un hub di innovazione sia per quanto riguarda la progettazione eco-sostenibile che nella gestione alberghiera».

Un particolare della Garden Suite (Roberta Studio)
Così, per esempio, il progetto degli esterni, dal titolo emblematico Green is the new black, si è concentrato sulla realizzazione di un involucro dell’edificio che fosse performante dal punto di vista del risparmio energetico, con una produzione di energia da fonti rinnovabili, in grado di proteggere dagli agenti atmosferici. «Oggi siamo di fronte a una sfida importante», sottolineano i progettisti di Rizoma Architetture, «applicare in maniera concreta e solida alcuni principi che riguardano il mondo della sostenibilità e dell’edilizia, significa combinare soluzioni intelligenti, controllare i costi e valutare fin dall’inizio i benefici delle scelte che verranno fatte».
In questo contesto, l’aspetto illuminotecnico del giardino e della Garden Suite al piano terra è stato studiato da Chiara Tabellini di Comfort Hub e sviluppato garantendo la conformità a tutti i requisiti di sicurezza, efficienza energetica e qualità della luce. Oltre a porre una particolare attenzione ai principi di sostenibilità ambientale, adottando soluzioni a basso consumo energetico, riducendo l’inquinamento luminoso e utilizzando materiali e tecnologie che contribuiscono a un minore impatto ambientale complessivo.
L’ingresso, le scale e i servizi al piano terra sono stati, invece, studiati da Laura Verdi. Nel suo progetto Stai cosy in una second life la sostenibilità si traduce non solo nel riciclo e riutilizzo di materiali, ma anche una sostenibilità estesa al benessere della persona, amplificando il concetto di rapporto tra uomo-natura con l’utilizzo di disegni biogeometrici e floreali e inserendo elementi di verde come le piante di tillandsia (che si nutrono dell’umidità presente nell’aria e la purificano). Progetto nel progetto è Mille bolle blu, la lavanderia a disposizione degli ospiti, dove una scritta al neon, “Mille bolle blu”, illumina in un gioco di riflessi un soffitto in alluminio (facilmente smaltibile e riciclabile) che riproduce l’effetto acqua.

La Suite Greenside progettata dallo studio the ne[s]t di Paolo Scoglio e Paola Börner
Allo stesso modo, altrettanti architetti hanno interpretato le nove suite dell’hotel, che pur essendo tutte ispirate al tema della sostenibilità, sono estremamente diverse tra loro, testimonianza concreta delle numerose sfaccettature che il concetto, troppo spesso banalizzato, racchiude in sé. Così, per esempio, la Garden Suite progettata da Roberta Studio accoglie gli ospiti in una soluzione pensata per far vivere un’esperienza di benessere ed è quindi disegnata secondo i principi del biophilic design, mentre Otto Studio nella sua Estate Italiana racconta il clima spensierato di una vacanza estiva in riviera, un omaggio up to date all’unicità dell’accoglienza riminese, mettendo in luce la cosiddetta sostenibilità sociale. E ancora il concept Mare 3.0 nasce dalla volontà di creare una trasposizione fisica e materica di un mare che guarda al futuro, che fa di svantaggio virtù, dove l’architettura diventa catalizzatrice di nuovi nobili processi. «Il tema è legato al mare che rigetta alcuni materiali sia organici che inorganici», illustrano i suoi ideatori. Materiali che «possono essere reinterpretati e reimmessi all’interno dell’industria del design».
Insomma, Mode Hotel vuole essere un esempio di come si possa ripensare il modello della classica pensione di italiana memoria in un processo di riqualificazione delle città, inquadrandolo nel moderno concetto di un’ospitalità sempre più responsabile.
Questo articolo è stato pubblicato su Business People di gennaio-febbraio 2026, scarica il numero o abbonati qui
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